Inferno Canto 2 - Figure retoriche


Tutte le figure retoriche presenti nel secondo canto dell'Inferno (Canto II) della Divina Commedia di Dante Alighieri.

Qui di seguito trovate tutte le figure retoriche del secondo canto dell'Inferno, il canto in cui Dante manifesta dei dubbi per il fatto che gli sia stato assegnato il privilegio di viaggiare nell'aldilà come in passato era accaduto solo a Enea e a San Paolo. Per una migliore comprensione del testo vi consigliamo di leggere la parafrasi del Canto 2 dell'Inferno.



Le figure retoriche

L'aere bruno = sinestesia (v. 1). Invece di usare il sostantivo cielo, dice che è l'aria a scurirsi. Ma l'aria è invisibile ai nostri occhi, al massimo possiamo avvertirla quando ci colpisce (sfera tattile) o se fa rumore (sfera uditiva).

Guerra = metafora (v. 4). Non indica la guerra in sé bensì l'esperienza che serve a dare un senso epico all'opera.

Silvio il parente = perifrasi (v. 13). Significa il "genitore" di Silvio, ovvero Enea.

L'avversario d'ogne male = perifrasi (v. 13). È un modo per indicare Dio.

Immortale secolo = enjambement (vv. 14-15).

Maggior Piero = perifrasi (v. 24). È un sinonimo di "pontefice".

U' = "apocope" (v. 24). Troncamento di ubi.

Cagione di sua vittoria = enjambement (vv. 26-27).

Vas d'elezione = perifrasi (v. 28). Dante cita San Paolo usando l'appellativo "strumento della scelta divina".

Io non Enea, io non Paulo sono = chiasmo (v. 32).

Qual è quei = annominazione (v. 37).

E qual è quei che disvuol ciò che volle e per novi pensier cangia proposta = similitudine (vv. 37-38). Sta a significare "E come colui che non vuole più ciò che voleva, e cambia idea a causa di nuovi pensieri".

'mpresa che fu nel cominciar = enjambement (vv. 41-42).

Magnanimo = perifrasi (v. 44). È un sinonimo di "nobile".

L'omo ingombra si che d'onrata impresa lo rivolve = enjambement (vv. 46-47).

Beata e bella = allitterazione della b (v. 53).

Soave e piana = endiadi (v. 56). Esprimono lo stesso concetto in due parole.

Anima cortese = perifrasi (v. 58). È un modo per dire che la sua anima è nobile.

Nel mondo dura, e durerà quanto 'l mondo lontana = chiasmo (vv. 59-60).

Donna di virtù = perifrasi (v. 76). È un modo per dire che è una donna virtuosa.

Sola per cui l'umana spezie eccede = enjambement (v. 76-77).

Uo' = apocope (v. 81). Troncamento di uopo.

Che non ti guardi de lo scender qua giuso = enjambement (v. 82-83).

Donna è gentil nel ciel che si compiange = analogia (vv. 94-108). Vengono nominate le tre donne per fede speranza carità: Maria, Lucia e Beatrice.

Non vedi tu la morte che 'l combatte = metafora. Non vedere la morte che porta guerra è una metafora che definisce la morte come una dannazione spirituale (v. 107).

Ardire e franchezza = endiadi (v. 123).

Quali fioretti dal notturno gelo chinati e chiusi, poi che ’l sol li ’mbianca si drizzan tutti aperti in loro stelo = similitudine (vv. 127-129). Sta a significare "Come dei fiorellini chiusi e rivolti in basso dal gelo notturno si drizzano tutti aperti sul loro stelo, dopo che il sole li ha illuminati...così feci io".

Tu duca, tu segnore, e tu maestro = climax (v. 140). Sta a significare "tu sei la mia guida, il mio signore, il mio maestro".

Fue = epitesi (v. 141). Vocale aggiunta al verbo "fu" per motivi metrici o stilistici.


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