Il vetro rotto - Saba: parafrasi, analisi e commento


Appunto di letteratura riguardante la poesia "Il vetro rotto" di Umberto Saba: testo, parafrasi, analisi del testo, figure retoriche e commento.

La poesia "Il vetro rotto" è stata scritta dal poeta Umberto Saba e fa parte della sezione Ultime cose del Canzoniere. Il periodo storico è quello che precede la guerra, quello del regime nazista e, quindi, della persecuzione degli ebrei (Saba era ebreo e fu costretto a difendersi).


Testo

Tutto si muove contro te. Il maltempo,
le luci che si spengono, la vecchia
casa scossa a una raffica e a te cara
per il male sofferto, le speranze
deluse, qualche bene in lei goduto.
Ti pare il sopravvivere un rifiuto
d'obbedienza alle cose.
E nello schianto
del vetro alla finestra è la condanna.



Parafrasi

Tutte le sciagure sono contro di te. Il brutto tempo,
la luce che viene a mancare, la vecchia
casa colpita da una raffica di vento e io divento cara a te
per il male che ti hanno inflitto, per le speranze
disilluse, e per qualche momento di vita vissuto bene.
Il continuare a vivere è per te
come una rinuncia a cedere alle avversità.
E con il rompersi del vetro della finestra
ha accesso la malvagità.



Analisi del testo e commento

Metrica: endecasillabi sciolti.

La poesia è una sorta di colloquio interiore di Saba che rivela l'aspetto negativo del suo amore per la natura e per i propri simili, come ricerca di una solidarietà che consenta di curare le ferite dell'uomo e di alleviarne l'infelicità. Qui prevale una solitudine invincibile e disperata, contro cui sembrano prenderne parte le forze stesse della natura. L'arrivo del «maltempo», che metaforicamente è l'angoscia del poeta, irrompe inaspettatamente e si "impadronisce" della casa, cioè viola quella sensazione di protezione e di intimità che si erano raccolti in essa («le luci che si spengono» sono un preannuncio della fine), e provoca uno sconvolgimento che ricorda alcuni toni della poesia di Montale (come i componimenti La casa dei doganieri e La bufera). L'impatto che esso ha nella sicurezza del presente induce Saba a soffermarsi piuttosto sulla memoria dell'esistenza passata, in cui fa una sorta di bilancio morale. I poveri e semplici elementi che compongono questo consuntivo («il male», «le speranze», «qualche bene») costituiscono appunto le ragioni del «doloroso amore» prima ricordato, che hanno tenuto il poeta attaccato alla vita. Ma questi legami stanno adesso per venire meno e le «cose» stesse sembrano reclamare e quasi pretendere la sua morte.

Il poeta si trova metaforicamente all'interno di una casa, che è tutt'altro che un rifugio sicuro. La casa in questione è qualcosa di fragile, incapace di resistere all'ostilità del mondo esterno, al vento che la snocciola, alle ingiustizie della vita. È una casa di morte e rassegnazione.

Anche se non compaiono riferimenti storici, è sottinteso che il testo appartenga al periodo che precede la guerra, quando Saba era costretto a difendersi dalle persecuzioni razziali.

L'improvviso "schianto del vetro", vuol dire che anche la debole barriera che separa la sicurezza domestica dai pericoli del mondo è andata distrutta. Ora il male può accedervi senza alcuna opposizione (è la condanna). I vetri rotti non possono che condurci col pensiero alla "Notte dei cristalli", ovvero la notte tra il 9 e il 10 novembre 1938, quando in Germania, Austria e Cecoslovacchia, gli ufficiali del Partito Nazista, i membri delle SA e della Gioventù hitleriana, uccisero 400 ebrei su un complessivo di circa 1500 vittime. L'origine della definizione "notte dei cristalli", più correttamente "Notte dei cristalli del Reich" è una locuzione di scherno che richiama le vetrine distrutte.



Figure retoriche

Enjambements: vv. 1-2; 2-3; 3-4; 4-5; 6-7; 8-9.

Iperbole: "Tutto si muove contro te" (v. 1). È un esagerazione.

Similitudine: "Ti pare il sopravvivere un rifiuto d'obbedienza alle cose" (v. 6-7).

Anastrofe: "E nello schianto del vetro alla finestra è la condanna" (vv. 7-8)



Spiegazione per parola

  1. Le luci...spengono: il marcare della corrente, per l'interruzione dell'energia elettrica.
  2. A una raffica: da una raffica di vento.
  3. Schianto: il rumore secco e improvviso, violento del vetro che si infrange.


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