Purgatorio Canto 27 - Analisi e Commento


Spiegazione, analisi e commento degli avvenimenti del ventisettesimo canto del Purgatorio (Canto XXVII) della Divina Commedia di Dante Alighieri.
Il giardino dell'Eden in un dipinto di Thomas Cole


Analisi del canto

Dal purgatorio al paradiso
È un canto chiave nella struttura del Purgatorio, poiché segna il passaggio dal regno della penitenza al Paradiso terrestre, luogo di diversa natura anche fisica, dove avverrà l'incontro di Dante con Beatrice. A segnare questa eccezionalità sono gli elementi allegorici che lo caratterizzano, e che si possono riassumere in tre momenti: il passaggio del fuoco, il sogno di Dante, le ultime parole di Virgilio.


Il passaggio del fuoco
L'episodio occupa la prima parte del canto (vv. 1-57): i poeti, ancora sulla settima cornice, devono superare il muro di fiamme per raggiungere la scala che porta alla vetta del colle. Due sono i motivi più evidenti del brano:
  • motivo allegorico: le fiamme rappresentano lo strumento di universale purificazione per tutti coloro che desiderano salire alla beatitudine; le esortazioni di Virgilio a Dante rappresentano le convinzioni razionali che inducono al bene, cui però si contrappongono le istintive debolezze e paure simboleggiate dall'esitazione di Dante;
  • motivo psicologico: il valore simbolico dell'episodio è arricchito dalla dimensione affettiva con cui viene vissuto (e narrato) da Dante, prima terrorizzato, poi ostinatamente recalcitrante alle esortazioni di Virgilio, ma infine entusiasta all'annuncio dell'imminente incontro con Beatrice.


Il sogno di Dante
Sorpresi dalla notte lungo le scale che salgono al Paradiso terrestre, i poeti si addormentano sugli scalini. È la terza notte che trascorrono in questo secondo regno dell'oltretomba, e coincide con il terzo sogno di Dante, dopo quello nel canto ix dell'aquila e quello della femmina balba nel canto xix. È un sogno sereno, che si raccoglie nell'immagine luminosa di una landa fiorita e di una bella fanciulla, Lia, che intreccia ghirlande cantando e parlando della sorella Rachele. Si tratta di un sogno di facile interpretazione allegorica: Lia, simbolo della vita attiva, cui si affianca Rachele, tradizionale simbolo della vita contemplativa, sono le due figure bibliche (la loro vicenda è narrata in Genesi) che rappresentano i due aspetti della santità di vita. Ma Lia è anche prefigurazione di un'altra figura femminile che apparirà direttamente agli occhi di Dante nel canto successivo, cioè di Matelda.


Le ultime parole di Virgilio
Negli ultimi versi del canto (vv. 124-142) Virgilio parla per l'ultima volta. Egli rappresenta la ragione umana, non più in grado di guidare il viaggio, poiché nel regno della beatitudine solo la Teologia (cioè Beatrice) può chiarire le verità divine.


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