Purgatorio Canto 19 - Analisi e Commento


Spiegazione, analisi e commento degli avvenimenti del diciannovesimo canto del Purgatorio (Canto XIX) della Divina Commedia di Dante Alighieri.
Gli avari, illustrazione di Doré


Analisi del canto

Il sogno di Dante
Come già nel canto IX, il sopraggiungere della notte e del sonno coincidono con un sogno dai complessi valori simbolici, come diretta e immediata applicazione della teoria dell'amore esposta da Virgilio nei due canti precedenti:
  • la femmina balba, donna mostruosa e deforme, è il simbolo dell'eccessivo amore per le cose terrene, e cioè dei vizi dell'avarizia, della gola e della lussuria, che sono espiati nelle tre ultime cornici del Purgatorio;
  • lo sguardo di Dante che trasforma il mostro in splendida sirena è l'appetito peccaminoso dell'uomo che vede in ingannevoli beni la possibilità di voluttuosi piaceri;
  • la donna che gli si pone di fianco e l'intervento di Dio che sollecita l'aiuto della ragione, cioè Virgilio, per mettere a nudo il male e la sozzura del peccato.

La parabola allegorica non impedisce l'efficacia realistica e impressionistica del sogno, per cui tutto l'episodio assume una sua propria e autonoma vita; protagonista la femmina balba, tanto deforme e mostruosa all'inizio quanto voluttuosamente incantatrice dopo la vera e propria metamorfosi avvenuta sotto lo sguardo di Dante, e altrettanto efficace nella sua crudezza l'immagine finale di Virgilio che squarcia gli abiti della bella donna mostrandone il ventre fetido: il valore simbolico si realizza in un'immagine fortemente concreta e reale.


L'incontro con papa Adriano V
Sulla figura di papa Adriano V, protagonista della seconda parte del canto, si concentrano i principali motivi narrativi del canto:
  • la rinnovata condanna di avarizia nei confronti della Chiesa e del Papato in particolare;
  • la biografia e la confessione dello spirito, che denuncia la vanità del potere terreno;
  • la spiegazione della condizione degli avari;
  • il principio dell'umiltà e della comunione dei beati: dopo la morte le gerarchie terrene non esistono piii, esiste una patria unica e comune a tutti gli spiriti;
  • il cenno agli affetti umani e terreni, con cui Adriano ricorda la sua unica nipote nelle ultime parole del suo discorso e del canto intero.


Le varietà stilistiche
Dal punto di vista espressivo, sono da annotare nel canto:
  • l'incipit paesaggistico, con indicazioni astronomiche e cronologiche (vv. 1-6);
  • la domesticità e semplicità del rapporto fra Dante e Virgilio nel risveglio dal sogno (vv. 34-36);
  • l'incontro con l'angelo della quarta cornice e la salita alla successiva (vv. 37-69);
  • l'uso e la citazione di versetti biblici nelle parole degli spiriti (vv. 50, 73, 137).


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