Male non fare, paura non avere


Cosa significa il proverbio "Male non fare, paura non avere": origine, spiegazione e come si usa nella lingua italiana.

Male non fare paura non avere è un proverbio italiano che negli ultimi tempi è diventato ancor più popolare grazie ai social network in quanto appartiene a quel gruppo di frasi "accattivanti" che vengono usate sulle immagini per creare una catena di condivisioni e quindi per ottenere più visibilità.

La versione latina è "Recte facendo, neminem timeas" il cui significato è "agendo con rettitudine, non devi temere nessuno".



Significato

Questo proverbio sta a significare che se non si è commesso nulla di male (inteso non come sbagliato per errore o distrazione ma per malvagità), allora non ci sarà nulla da temere perché si ha la coscienza pulita.
Al contrario, se si è agito per malvagità e, quindi, imbrogliando o danneggiando qualcuno, si ha la coscienza sporca. La paura potrebbe essere quella di subire lo stesso trattamento in futuro (ad esempio per vendetta) oppure di essere scoperti.

Tuttavia il proverbio non garantisce la sicurezza assoluta per chi conduce una vita in modo esemplare rispettando se stesso e gli altri; dice solamente che la persona in questione può dormire sonni tranquilli solo per quanto riguarda la sua coscienza, ma le ingiustizie, di cui il mondo ne è pieno, non si possono fermare, e le cose brutte possono accadergli in ogni caso e in qualsiasi momento.



Origine

Anche se questo adagio popolare ha un precedente nel latino volgare medievale, il detto si ricollega al motto latino "Omnia munda mundis" = tutto è puro per i puri – che si trova nell’epistola di S. Paolo a Tito (1,15). La fortuna di quest'ultimo motto è dovuta alla citazione fattane dal Manzoni nell’ottavo capitolo dei Promessi sposi, quando padre Cristoforo zittisce così il frate portinaio fra Fazio, scandalizzato dalla presenza di donne in convento e sempre nello stesso capitolo lo stesso dice a Lucia «non avete fatto male a nessuno; ma Dio vuol così».

Anche Cicerone nelle "Tusculanae" cita qualcosa di simile, così pure Diogene Laerzio nei suoi scritti. Ma forse il più noto detto del genere dell’antichità è l’inizio del’ode 1,22 di Orazio: "Integer vitae scelerisque purus" = irreprensibile e immune da crimini.

Più recentemente (1348?) Edoardo III, re anglosassone, istituì l’ordine cavalleresco della Giarrettiera in seguito, si racconta, a quanto accaduto ad un ballo di Corte. Si narra che una dama avesse perduto una giarrettiera; il re l’avrebbe raccolta e restituita alla proprietaria, e, a scanso di pettegolati, avrebbe pronunciato la frase in francese antico: "Honni soit qui mal y pense" = sia vituperato chi pensa male.

In tempi ancor più recenti, un buontempone ne ha attribuito l'origine ad Adolf Hitler, e molti creduloni l'han preso sul serio. Stesso discorso per quanto riguarda un'altra frase importante "Quando il gioco si fa duro, i duri iniziano a giocare", che qualcuno ha attribuito a Benito Mussolini, ma in assenza di fonti certe, prevale sempre il lato proverbiale, ovvero che sono frutto della saggezza popolare e che non vi è un autore ben definito.



Come si usa?

Si usa per placare la paura di chi la possiede pur non avendo commesso nulla di male, una paura "quasi" ingiustificata.

- Comportati bene e tutto andrà per il meglio. Male non fare, paura non avere...
- Quando vai nel panico, ripeti dentro di te: male non fare, paura non avere.


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