Purgatorio Canto 4 Analisi e Commento


Spiegazione, analisi e commento degli avvenimenti del quarto canto del Purgatorio (Canto IV) della Divina Commedia di Dante Alighieri.
Belacqua, illustrazione di Gustave Doré


Analisi del canto

La salita sulla parete scoscesa
La prima parte del canto è occupata dalla descrizione delle difficoltà incontrate da Dante e Virgilio nel salire lungo la parete ripida e scoscesa del monte del Purgatorio. Si tratta di uno degli elementi narrativi tipici di tutta la cantica, legato a quello della descrizione del paesaggio, e con continui riferimenti a luoghi terreni che rafforzano il carattere realistico di questo arrampicarsi faticoso dei personaggi. Ma, come ci dice Virgilio ai vv. 88-96, si tratta anche di un importante elemento della struttura morale di questo secondo regno oltremondano: la fatica del salire diminuirà man mano che ci si eleva, poiché a essa corrisponde la progressiva purificazione dei penitenti. Sempre più leggeri perché più puri, essi troveranno infine soave procedere e giungere alla cima, e la salita sarà agevole come una discesa, e porterà verso l'alto della somma beatitudine.



Il tema astronomico

Abbiamo in questo canto nuovi e più evidenti esempi di come la scienza astronomica sia costante riferimento nella cultura dantesca e nella costruzione del poema:
  • all'inizio (vv. 15-16) e alla fine (vv. 137-139) due cenni alla posizione del sole indicano l'ora del viaggio, dalle nove alle dodici antimeridiane, naturalmente nell'emisfero australe dove si trova il Purgatorio;
  • al centro del canto (vv. 55-84), la lunga chiarificazione tra Virgilio e Dante sulla struttura della Terra e sulla posizione in essa del Purgatorio è costituita da una vera lezione di astronomia medievale. Dante vede il sole alla sua sinistra, e di questo si stupisce, poiché e all'opposto rispetto all'emisfero in cui si trovano (Italia e Gerusalemme). Virgilio spiega il fenomeno, ricordando come il colle del Purgatorio sia esattamente agli antipodi di Gerusalemme, perciò ha il suo stesso orizzonte ma in opposti emisferi, ed e quindi ovvio che quando il sole si muove da destra a sinistra per il Purgatorio, esso si muova da sinistra a destra per Gerusalemme.



Belacqua
L'incontro finale con Belacqua, liutaio fiorentino di rinomata pigrizia e amico di Dante, e la sequenza di maggior vivacità narrativa del canto, in forte contrasto psicologico e stilistico con l'ardua trattazione scientifico-strutturale della prima parte. La centralità di Belacqua consiste tanto nell'essere protagonista di uno di quegli incontri, tipici nel Purgatorio, all'insegna delle amicizie terrene di Dante, quanto nell'essere il tramite per esporre la condizione di questo gruppo di penitenti. Le sue battute argute, che riproducono il personaggio per come si esprimeva in vita, introducono nell'atmosfera più leggera dell'ironia e del sorriso.


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