Inferno Canto 31 - Analisi e Commento


Spiegazione, analisi e commento degli avvenimenti del trentunesimo canto dell'Inferno (Canto XXXI) della Divina Commedia di Dante Alighieri.


Analisi del canto

La paura di Dante
Il canto è cadenzato sull'alternarsi in Dante di paura e consolazione. Dapprima trema alla comparsa lontana della sagoma dei giganti, per riconfortarsi nelle parole quasi di scherno di Virgilio a Nembrot; si spaventa di nuovo per il terremoto causato dalle convulsioni di Fialte, ma si rassicura alla vista delle catene; infine è terrorizzato dall'affidarsi alle enormi membra di Anteo, ma il viaggio si rivela lieve e il gigante innocuo.


I giganti
Sono ritratti nelle loro immani proporzioni e furie per creare maggior contrasto con la condizione di impotenza in cui sono costretti. Per il loro peccato d'orgoglio, per l'aspetto pauroso e gigantesco, per l'immobilità e per il ruolo di custodi della zona pia bassa dell'Inferno prefigurano il sommo ribelle confitto al centro terra, Lucifero. In evidenza è la figura di Anteo: a lui è concessa una maggior libertà di movimento, a lui si rivolge con cortesia Virgilio, lui svolge la funzione di trasportare i poeti sul fondo del pozzo infernale.


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