Riassunto capitolo 36 I Promessi Sposi


Riassunto del trentaseiesimo capitolo (cap. XXXVI) del romanzo I Promessi Sposi di Alessandro Manzoni.

Dove: a Milano nel lazzaretto

Quando: il pomeriggio della stessa giornata di fine agosto 1630

Chi: Renzo, Lucia, fra Cristoforo, la mercantessa, padre Felice, padre Michele, un commissario.



Sintesi

Renzo cerca inutilmente Lucia fra i convalescenti
Con l’animo ancora turbato dalla vista di don Rodrigo morente e pieno di trepidazione per la sorte di Lucia, Renzo si dirige verso la cappella ottagonale posta al centro del lazzeretto, attorno alla quale si sono radunati i convalescenti che si apprestano a lasciare quel luogo per trascorrere altrove la quarantena. Padre Felice parla ai sopravvissuti, esortandoli a lodare il Signore per essere stati risparmiati e a comportarsi in maniera tale che la loro gioia, tradotta in carità attiva, non risulti offensiva per coloro che ancora soffrono. Quindi padre Felice, messosi una corda al collo in segno di penitenza, si inginocchia e chiede perdono per sé e per i suoi confratelli, per l’eventuale pigrizia o mancanza di umiltà nel servizio degli ammalati. Inizia poi la processione: Renzo guarda attentamente le persone che passano, ma in nessuna di esse riconosce Lucia. Deluso nella sua aspettativa, il giovane si attacca all’ultimo filo di speranza, esprimendo il tumulto dei suoi sentimenti nella preghiera pronunciata ai piedi della cappella.


Renzo trova Lucia
Introdottosi nel quartiere delle donne per un’apertura dello steccato, Renzo vede un campanello abbandonato a terra e se lo lega al piede, pensando che, fingendosi un monatto, gli sarà più facile cercare Lucia senza destare sospetto. In realtà, questo espediente rischia di causargli problemi, perché un commissario lo chiama a compiere l’opera dei monatti. Renzo, allora, finge di obbedire, ma subito cerca il modo di liberarsi del campanello. Mentre è intento a ciò, appoggiato alla parete di una capanna, ode la voce inconfondibile di Lucia. Si precipita dentro e la vede, chinata sopra un letto. Dopo il primo intenso scambio di notizie sulla peste (anche Lucia l’ha avuta, ma è guarita, pur essendo ancora pallida e provata) e su Agnese (Renzo dice a Lucia che sua madre è a Pasturo), i due giovani affrontano l’argomento cruciale: il voto alla Madonna. Lucia non intende venir meno alla promessa fatta, nonostante tutte le sue affermazioni lascino trapelare la sua pena e l’amore inalterato per Renzo; questi, dal canto suo, non desiste, ricorrendo a ogni possibile argomento, fra cui la raccomandazione di fra Cristoforo che lui e Lucia preghino insieme per don Rodrigo. Dopo un ultimo, appassionato, discorso, Renzo lascia Lucia in lacrime e si allontana alla ricerca del frate.


Lucia e la mercantessa
Lucia piange a dirotto e confida la sua pena alla donna che condivide con lei la capanna, una mercantessa di circa trent’anni, rimasta vedova del marito e priva dei figli. Portata al lazzeretto per la peste, aveva stretto amicizia con Lucia e, quando la giovane, superata la fase acuta della malattia, aveva cominciato a riprendersi, le aveva offerto di vivere con lei, come una figlia o una sorella; Lucia aveva accettato, almeno fino a quando non avesse avuto notizie di Agnese.


Fra Cristoforo scioglie il voto di Lucia e si congeda dai suoi protetti
Renzo trova fra Cristoforo e, nel comunicargli la notizia del ritrovamento di Lucia, accenna al problema del voto. Fra Cristoforo si avvia con Renzo verso la capanna di Lucia, dopo aver dato uno sguardo alle condizioni di don Rodrigo, che non ha ripreso conoscenza. A Lucia che gli parla del voto di verginità fatto alla Madonna, fra Cristoforo domanda se abbia allora pensato che non impegnava solo la sua volontà, ma anche quella del promesso sposo: proprio questo motivo consente al frate di dichiarare nullo il voto. Ai due promessi, fra Cristoforo rivolge quindi l’esortazione a intraprendere la via del matrimonio in un'ottica cristiana, consapevoli che il loro comune viaggio su questa terra è destinato a finire grati a Dio che li ha condotti, attraverso le sofferenze, ad apprezzare la gioia serena della vita insieme. Prima di congedarsi da loro, affida a Renzo e Lucia il pane del perdono perché ricordino, anche ai loro figli, che alla violenza del mondo bisogna opporre soltanto il perdono. Informatosi quindi dei progetti di Lucia, che conta di lasciare il lazzeretto insieme con la mercantessa per ricongiungersi ad Agnese, fra Cristoforo esce con Renzo dalla capanna. Il temporale a lungo annunciato sta per scatenarsi, ma Renzo rifiuta il riparo per la notte che padre Cristoforo gli offre, smanioso di andare alla volta di Agnese.


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