Cos'è l'Ermetismo - Significato


Dopo l'esperienza della guerra niente può più essere come prima. La sua drammaticità fa sentire inadeguate le forme espressive degli anni recedenti. Si poteva parlare di esperienze tanto tragiche con le parole retoriche, ricercate e altisonanti di D'Annunzio?
O con il tono dimesso e un po' ironico dei crepuscolari?
I poeti che scrivono in questo momento hanno bisogno di parole vere, essenziali, ritrovate nella profondità dell'animo dopo un lungo silenzio. Ungaretti e Montale, definiti lirici nuovi perché si discostavano vistosamente dalle esperienze poetiche d'anteguerra, aprono la strada all'Ermetismo, che si affermerà negli anni trenta.
Il termine, che nel linguaggio corrente significa chiuso, deriva da Ermete (Mercurio), il dio delle scienze occulte. Fu usato in senso dispregiativo dal critico Francesco Flora, che accusava la nuova poesia di essere oscura e di difficile interpretazione.
Questa poesia riprende dal simbolismo francese la concezione della misteriosa corrispondenza tra le cose che il poeta coglie mediante improvvise folgorazioni. Per esprimerle usa un linguaggio intenso e concentrato, preciso e suggestivo, frutto di un'attenta e rigorosa tecnica.
La poesia ermetica, animata dal desiderio di purezza e di essenzialità, rifiuta ogni abbellimento esteriore e riporta alla loro originale carica espressiva parole che l'uso aveva svuotato di significato.
Questo effetto si realizza attraverso l'analogia, che permette di concentrare sensazioni e intuizioni in versi brevi e immediati, la rottura dei legami logici, che favorisce un'ampia gamma d'interpretazioni.
Tra i poeti ermetici più rappresentativi ricordiamo, oltre a Giuseppe Ungaretti, Eugenio Montale e Salvatore Quasimodo.


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