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Biografia: Alberto Moravia

Biografia:
Il suo vero nome è Alberto Pincherle ed è nato a Roma nel 1907. Una adolescenza tormentata da una lunga malattia non gli permise studi regolari, ma egli formò la sua ampia cultura in seno alla famiglia, colta e ricco-borghese, e attraverso le numerosissime letture. Nel 1929 si impose all'attenzione dei critici con il primo romanzo, Gli indifferenti, opera nuova per il linguaggio scarno e concreto, e coraggiosa per l'amara analisi della società borghese del primo decennio fascista, moralmente squallida e disgustosamente apatica. Questo romanzo non fu apprezzato dal regime che guardò Moravia con sospetto tanto che egli, durante gli anni trenta, si assentò spesso dall'Italia con viaggi in Cina, in Grecia, in America, alternando la sua residenza di Roma con quella di Parigi e l'attività di scrittore con quella di giornalista. Per la sua sempre più marcata ostilità al fascismo (di cui fece una satira nel romanzo La mascherata), nel 1941 fu confinato nel paesino di Fondi (Latina) dove ambienterà più tardi uno dei suoi racconti più realistici con più lena la sua attività di romanziere, sempre impegnato a cogliere i mutamenti della società e a seguire le più nuove esperienze culturali; nelle sue opere, infatti, ritroviamo echi di realismo lirico, di indagine psicologica, di rude neorealismo, di analisi sociologica. Del resto Moravia, oltre che nella narrativa si è cimentato in molti altri generi, dalle opere teatrali ai saggi critici, dai servizi giornalistici alle recensioni cinematografiche. Morto a Roma il 26 settembre 1990.

Le idee e la poetica
L'arte di Moravia aderisce pienamente alla realtà di cui indaga quasi sempre gli aspetti più morbosi e negativi, mettendo in evidenza il pessimismo dell'autore e la sua sfiducia nell'uomo. Motivi ricorrenti sono il conformismo, la stanchezza e la noia di vivere, l'indifferenza, in ambienti generalmente borghesi. Tuttavia la stagione più felice di Moravia che rivela anche la sua originalità, rimane quella legata agli anni del neorealismo; nelle opere di questo periodo (La romana, La ciociara, Racconti romani...) l'autore, ispirandosi alla guerra e alla Resistenza ci presenta i personaggi e le situazioni più genuini ed espressivi. Nella sua ultima produzione sembra che Moravia sia fortemente condizionato da mode culturali più che da autentiche urgenze narrativa. D'altra parte uno scrittore che ha gli occhi costantemente rivolti alla realtà da cui trae le sue ispirazioni, è inevitabile che si lasci attrarre dai tempi più correnti e dibattuti (alienazione, femminismo, massificazione, sesso...) e ne tragga soggetti letterari. Lo stile è sempre asciutto, limpido e vigoroso, e la narrazione è fatta con distacco, con una sorta di crudezza obiettiva che corrisponde alla convinzione dell'autore che l'intellettuale non è altro che il testimone del suo tempo.

Ricordiamo alcune opere essenziali e significative tra le molte scritte da lui:

Gli indifferenti (1929): intreccio di storie di personaggi dominanti dall'abulia e dall'indifferenza e manovrati dal corrotto Leo Merumeci, arrivista senza scrupoli che ne ha preso in mano anche i destini economici. La vedova Mariagrazia è l'amante di Leo che, ormai insofferente, in realtà è interessato alla giovane figlia di lei, Carla, che pur odiandolo lo subisce per noia, fra le scenate di gelosia della madre. Michele, fratello di Carla, si rende conto dell'abiezione in cui sta cadendo la sua famiglia, ma con indifferenza lascia andare. Quando per un momento si scuote dall'abulia, decide di uccidere Leo, ma è tanto apatico e inconcludente che ha dimenticato di caricare la pistola. La storia si chiude con l'amara ironia di un lieto fine: Michele accetta le cose come stanno; Leo, per non perdere i suoi vantaggi economici, sposa Carla che tuttavia è già disposta al tradimento; Mariagrazia si rassegna all'inevitabile e la vita continua in una squallida, indifferente normalità. Il romanzo è una chiara denuncia della società ricco-borghese.

La mascherata (1941): romanzo satirico incentrato sulla figura grottesca di un dittatore sudamericano. Fu interpretata come satira del Fascismo.

Agostino (1945): interessante romanzo che descrive i turbamenti e le prime esperienze di un adolescente; egli scopre la sua solitudine in quel delicato momento della pubertà, quando non è più un bambino eppure si sente escluso dal mondo degli adulti.

Il conformista (1951).


Racconti romani (1954).


La ciociara (1957): romanzo breve, uno dei migliori di Moravia, ambientato nella campagna laziale (a Fondi, Latina) durante l'ultima guerra, nel momento di sbandamento dopo l'8 settembre 1943. Ne è protagonista una donna del popolo, coraggiosa e battagliera che vive tristissime esperienze e dolorose umiliazioni. E' significativo che un regista cinematografico come Vittorio De Sica, maestro del neorealismo cinematografico, ne abbia tratto un film di buon livello, interpretato da Sofia Loren (1960).

La noia (1960): un romanzo di notevoli proporzioni, che fece grande scalpore al suo apparire, per l'impietosa analisi che propone. E' narrato in prima persona, come molte opere di Moravia, e il protagonista, Dino, è attanagliato dalla noia di una vita facile, nel lusso e nella sfrenatezza, senza ideali e senza valori a cui appigliarsi. Anche il suo sfugge continuamente ed egli è costretto ad inseguirla, facendo di questo il futile scopo della sua vita. Il romanzo, di vaste proporzioni, ha l'ambizioso intento di proporre uno spaccato di vita contemporanea, ricco di tutte le anomalie di una società borghese svuotata dalle sue incertezze morali e religiose e sfiduciata di fronte ad ogni aspetto della vita; una società che, sempre più appagata di ricchezza materiale, si sente spiritualmente povera e avvilita.



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