Significato: L'anguilla, Montale


Spiegazione l'anguilla di Eugenio Montale



Il testo si divide in due parti: nella prima (vv. 1-14) si descrive il viaggio che l’anguilla compie dai freddi mari del Nord (in riferimento a Clizia come donna del Nord) al Mediterraneo e poi dal mar Tirreno agli Appennini risalendo il corso di un fiume e dei suoi affluenti; nella seconda (vv, 15-30) viene messo in evidenza il contrasto tra l’inospitalità del paesaggio naturale circostante e la vitalità dell’anguilla, capace di sopravvivere e di riprodursi in condizioni di estremo disagio. Negli ultimi versi vi è poi una domanda rivolta dal poeta a Clizia per chiederle di ammettere la propria somiglianza con l’anguilla. Clizia e l’anguilla si scambiano, infatti, reciprocamente un particolare: l’iride degli occhi della donna appartiene anche all’anguilla, mentre Clizia è immersa nel fango come l’animale.


La poesia di Montale L'anguilla presenta una scansione ritmica piuttosto regolare con versi prevalentemente endecasillabi e settenari. Come rime possiamo indicare una rima interna e una baciata, completamente libere, senza uno schema.

Le figure retoriche sono numerose, soprattutto metafore, che paragonano l'anguilla ad immagini ricche di vitalità e di forza dell'animo. Il principale tema su cui è scritta la lirica è la forza di volontà dell'anguilla che ripercorre percorsi a lei pericolosi e avversi pur di riprodursi ; e lo fa proprio dove il terreno sembra lasciar morire ogni forma di vita.

Secondo me questa lirica è un inno all'amore, in particolar modo all'amore materno, che non deve aver paura dei sacrifici e pericoli perché quanto più è ostacolato e arduo il viverlo, tanto più è appagato e fatto nascere dalla natura che, come sempre, affermato da Montale, è ingannatrice e bizzarra.

Il confronto tra l'anguilla e gli strumenti di Amore, secondo me mostrano con chiarezza questa mia affermazione: Amore, in quanto divinità, protegge, rende inevitabile ciò che prepara ed è perciò sicuro l'esito della prova d'amore da affrontare.

In tutta la poesia è molto forte la speranza che l'autore vuole trasmettere ai lettori, e, dato che è stata scritta durante la Seconda guerra Mondiale, vuole portare anche una carica esortazione a riprodursi, ricominciare a trasmettere la voglia e la forza di vivere all'umanità. Anche lo stile usato da Montale vuole trasmettere l'idea dell'anguilla, e così utilizza una linea piuttosto arzigogolata. Il periodo sintattico è molto lungo, e non interrotto da alcun punto: a tutto viene preposto il complemento oggetto, al quale sono aggiunte apposizioni e proposizioni relative: la proposizione principale è alla fine sotto forma di interrogativa diretta.


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