Inferno Canto 18 - Riassunto


Appunto di letteratura italiana contenente il riassunto del diciottesimo canto (canto XVIII) dell'Inferno dantesco.
I ruffiani e seduttori, illustrazione di Gustave Doré

Tempo: sabato 9 aprile 1300, presso il levar del sole

Luogo: cerchio 8° (Malebolge) - bolgia 1°: ruffiani e seduttori; bolgia 2°: adulatori.
Il cerchio VIII è costituito da dieci fosse (bolge) disposte in modo concentrico attorno a un pozzo (il cerchio IX). Il passaggio da una bolgia all'altra è assicurato da scogli (o ponti) che scendono verso il centro. La bolgia 1° è delimitata da argini in pietra ed è separata dall'alto Inferno per mezzo di una parete di roccia; la bolgia 2° si presenta come un fondo cupo, pieno di sterco, con le pareti incrostate di sozza muffa provocata dal lezzo che emana dal fondo.

Personaggi: Dante, Virgilio, diavoli, Venedico Caccianemico, Giasone, Alessio Interminelli da Lucca e Taide.

Ruffiani e seduttori: distinti in due schiere, che camminano in senso contrario di marcia, vengono frustati con violenza dai diavoli.

Adulatori: immersi nello sterco, compiono inutili gesti di disperazione nel tentativo di toglierselo di dosso.



Sintesi

Malebolge: tra i fraudolenti
L'ottavo cerchio dell'Inferno, detto Malebolge, dove sono puniti i fraudolenti, è scavato nella pietra. Le Malebolge sono dieci valli (bolge) circolari e concentriche, unite tra loro da ponticelli di pietra, che scendono gradualmente, restringendosi via via, verso un profondissimo pozzo.


Ruffiani e seduttori
Nella prima bolgia sono puniti i ruffiani e i seduttori di donne. Le anime dei dannati, divise in due grumi che si muovono in direzione opposta, gremiscono la valle e, sotto i colpi dolorosi della frusta dei demoni, avanzano veloci per sottrarsi ad altre percosse.


Venedico Caccianemico
L'attenzione di Dante viene attratta dal bolognese Venedico Caccianemico che, incalzato, è costretto ad ammettere la sua colpa: quella di aver persuaso la sorella, Ghisolabella, a soddisfare le voglie del marchese Azzo VIII d'Este. Aggiunge però che molti altri bolognesi si trovano con lui nella bolgia a scontare la sua stessa colpa.


Giasone
Mentre attraversano il ponte che sovrasta la bolgia, sotto il quale camminano i dannati, Virgilio invita Dante a osservare un'anima che avanza con aspetto regale. Si tratta di Giasone, l'eroe che si impadronì in Colchide del vello d'oro e ingannò sia la giovinetta Isifile, sia Medea, che lo aveva aiutato nella conquista del vello.


Gli adulatori: Interminelli e Taide
I due poeti giungono infine nella seconda bolgia, dove scontano la loro pena gli adulatori, immersi nello sterco. Tra i dannati, Dante riconosce Alessio Interminelli da Lucca, il quale ammette che la causa della sua pena furono le lusinghe, di cui la sua lingua non si mostrava mai sazia. Virgilio indica quindi a Dante la meretrice Taide.


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