Inferno Canto 14 - Riassunto


Appunto di letteratura italiana contenente il riassunto del quattordicesimo canto (canto XIV) dell'Inferno dantesco.
Il "sabbione" dei violenti contro Dio e natura, illustrazione di Gustave Doré

Tempo: Sabato 9 aprile 1309, verso l’alba.

Luogo: cerchio 7 - girone 3°: violenti contro Dio (bestemmiatori). Una landa circondata dalla selva dei suicidi; essa è costituita da un sabbione infuocato su cui cadono falde di fuoco, come di neve in alpe sanza vento.

Personaggi: Virgilio, Dante, Capaneo.

Violenti contro Dio: Divisi in tre schiere; bestemmiatori, sodomiti, usurai. Su di loro cade la pioggia di fuoco, ma i bestemmiatori sono a terra supini, mentre i sodomiti sono costretti a camminare incessantemente e gli usurai siedono lungo i bordi del girone e fissano la borsa che pende al loro collo con lo stemma della famiglia di appartenenza. Inutile è la tresca delle misere mani per cercar riparo dalle fiamme.



Sintesi

I violenti contro Dio, natura e arte nel deserto di fuoco
Per un senso di carità, Dante raccoglie le fronde sparse e le pone ai piedi del cespuglio dell'anonimo fiorentino; quindi, insieme a Virgilio, riprende il cammino e giunge al terzo girone del settimo cerchio. Alla vista dei due poeti appare una distesa di sabbia arida e spessa, sulla quale numerosi gruppi di anime nude piangono miseramente: alcune sono supine, altre sedute e rannicchiate a terra, altre ancora camminano senza posa. Dall'alto scendono larghe falde di fuoco, che incendiano il sabbione e tormentano senza sosta i dannati.


Il bestemmiatore Capaneo
L'attenzione di Dante viene attratta da un dannato, il gigantesco Capaneo, il quale, incurante della pioggia di fuoco, se ne sta superbo e torvo. Accortosi che il poeta chiede di lui a Virgilio, grida la sua ira a Giove, urlando che mai gli si sottometterà. Virgilio redarguisce con forza Capaneo e, dopo aver spiegato a Dante che il gigantesco personaggio era uno dei sette re che avevano assediato Tebe e che era spregiatore di tutti, Dio compreso, invita il discepolo a seguirlo.


Il Veglio di Creta
Giungono nel luogo in cui scaturisce dalla selva un fiumiciattolo, rosso di sangue. Dante chiede a Virgilio spiegazioni sul fiume e questi gli rivela che nell'isola di Creta sorge il monte Ida, ove Giove fu allevato dalla madre Rea e dove si trova una grotta, in cui vive il Veglio, un vecchio gigante con la testa d'oro, le braccia e il petto d'argento, il ventre di rame e le gambe di ferro, salvo il piede destro, che è di terracotta.


I fiumi infernali
Dalle sue membra scendono lacrime che, raccogliendosi nella cavità dell'Inferno, danno origine ai suoi corsi d'acqua, l'Acheronte, lo Stige, il Flegetonte che confluiscono nello stagno Cocito. Dante chiede allora dove siano il Flegetonte e il Lete, che, secondo la cultura classica, si trovava nelle profondità infernali, e apprende da Virgilio che il Flegetonte è il fiume di sangue ribollente che hanno visto da poco, mentre il Lete scorre fuori dall'Inferno e in esso le anime si lavano dopo aver espiato le proprie colpe.


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