Riassunto capitolo 29 I Promessi Sposi


Riassunto del ventinovesimo capitolo (cap. XXIX) del romanzo I Promessi Sposi di Alessandro Manzoni.

Dove: nel paese dei promessi sposi, sulla strada per il castello dell'innominato, paese del sarto.

Quando: una giornata di settembre 1629; nel flashback, la vita dell'innominato dal dicembre 1628 al
presente della storia.

Chi: don Abbondio, Perpetua, Agnese, il sarto e la sua famiglia, l'innominato.



Sintesi

Don Abbondio, Perpetua e Agnese abbandonano il paese minacciato dai lanzichenecchi
Nella loro discesa verso Mantova, i lanzichenecchi si avvicinano al paese dei promessi sposi. La notizia del loro imminente arrivo spinge la gente alla fuga, portando con sé le poche cose trasportabili. Don Abbondio, in preda al panico, ha come unico punto di riferimento Perpetua e la intralcia con le sue apprensioni mentre ella si affanna a predisporre il necessario per la partenza. Agnese, ricordandosi delle promesse di aiuto dell'innominato, pensa di trovar rifugio nel suo castello; per farsi riconoscere, però, ha bisogno di don Abbondio. Così i tre si allontanano insieme dal paese, nonostante don Abbondio avanzi ancora qualche obiezione.


L'arrivo a casa del sarto e l'ospitalità offerta ai fuggiaschi
Lungo il cammino, don Abbondio continua a rimuginare contro coloro — duchi, imperatori o governatori — che hanno scatenato una guerra destinata a turbare la sua quiete. Inoltre, se la prende con Perpetua, che forse non ha nascosto con sufficiente cura i suoi tesori.
Arrivati al paese del sarto, i tre si fermano alla sua casa, accolti con pronta e affettuosa ospitalità. Al sarto non par vero di poter discorrere con don Abbondio, che egli presume sia uomo di cultura, ma questi scoraggia ogni suo tentativo in tal senso.
Arriva poi il barroccio fatto predisporre dal sarto per trasportare i tre fuggiaschi fino alla Malanotte.


La vita dell'innominato dopo la conversione
Il narratore inserisce a questo punto una digressione che ripercorre, in flashback, la vita dell'innominato dal momento della conversione al presente della storia. Vi si descrive il nuovo stile di vita, nel quale l'innominato, pur nella ricerca di umiltà e nell'abbassamento volontario, conserva i tratti dell'antica autorevolezza e superiorità, ottenendo il rispetto anche di coloro che non possono condividere le sue scelte. Quando giunge la notizia della calata dei lanzichenecchi, l'innominato apre il proprio castello a quanti vogliano trovarvi rifugio dai mercenari tedeschi o dai cappelletti veneti. Le armi di un tempo sono di nuovo messe in funzione a scopo di difesa, ma egli, personalmente, resta disarmato.


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