Riassunto Libro 19 Odissea
     


Riassunto Libro 19 Odissea


Riassunto del libro XIX (diciannovesimo) dell'Odissea.

Gustave Boulanger, Odisseo riconosciuto dalla nutrice Euriclea, 1849 circa. Parigi, Scuola Nazionale delle Belle Arti

Odisseo e Telemaco ripongono le armi fuori dalla sala con l’aiuto di Atena, che illumina con un prodigio la casa; quindi Telemaco si congeda, mentre Odisseo si scontra con Melanto che lo vorrebbe cacciare, ma è aspramente rimproverata dalla regina. È giunto il momento dell’incontro fra il forestiero e Penelope: la regina chiede a Odisseo notizie del marito, che crede ancora lontano, poi gli narra la sua triste condizione e l’inganno della tela. Infatti essa aveva promesso ai pretendenti che si sarebbe decisa a sposarsi solo quando avrebbe finito di tessere il lenzuolo funebre per Laerte, ma ogni notte disfaceva la parte che aveva intessuto di giorno, per protrarre il lavoro: scoperta per il tradimento di un’ancella, ora si trova in una situazione molto critica, perché presto sarà costretta a decidere.
Odisseo, interrogato sulla sua identità, le risponde con un lungo discorso ingannevole, nel quale narra di essere cretese e di aver incontrato Odisseo proprio a Creta. Penelope gli chiede allora di descrivergli gli abiti del marito e di nominargli i suoi compagni; le risposte rendono credibili le parole dell’uomo, che le descrive perfettamente un fermaglio dorato che essa stessa aveva dato al marito al momento della partenza. A Penelope, che nonostante queste novità rassicuranti, continua a disperare, il mendico rivela notizie più recenti: sostiene che Odisseo, perduti i suoi compagni, ha vagato a lungo, ma ormai, dopo aver consultato l’oracolo di Dodona, è sulla via del ritorno.
Penelope ringrazia lo straniero e ordina alle ancelle di lavarlo e di preparargli un buon letto, ma egli rifiuta le cure delle giovani donne, dicendo di preferire una vecchia serva. La scelta cade su Euriclea, la nutrice del re. Nel momento in cui si accinge a lavarlo, questa scopre la cicatrice che un cinghiale aveva inferto al suo padrone da giovane. Ospite del nonno materno, Autolico (che aveva scelto il nome per Odisseo quando era appena nato), un giorno, nel corso di una battuta di caccia, il giovane era riuscito a uccidere un cinghiale che l’aveva però ferito a una gamba, proprio là dove Euriclea, che conosce tutta la vicenda, scopre la cicatrice. Emozionata, la donna vorrebbe subito dirlo a Penelope, ma Odisseo glielo proibisce. In seguito, davanti al fuoco continua il colloquio fra l’ospite e la regina che gli rivela l’intenzione di bandire una gara, il cui vincitore sarà suo sposo. Essa inviterà i pretendenti a scoccare una freccia con l’arco di Odisseo, e a far passare questa freccia attraverso gli anelli di dodici scuri piantate per terra in sequenza, una prova di abilità che solo il marito era in grado di superare. Infine si congeda, ordinando alle ancelle di preparare un giaciglio al mendico.


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