Riassunto Libro 17 Odissea
     


Riassunto Libro 17 Odissea


Riassunto del libro XVII (diciassettesimo) dell'Odissea.

Felice Giani, Odisseo riconosciuto da Argo, 1805, particolare del soffitto di Palazzo Milzetti, Sala di Numa Pompilio, Faenza

Il giorno successivo Telemaco torna alla reggia; partendo, ordina a Eumeo di accompagnare il mendico in città, in modo che possa chiedere l’elemosina nella casa di Odisseo fra i pretendenti. A casa Telemaco viene accolto con gioia da Euriclea e dalla madre, che invita a offrire un sacrificio agli dei per propiziare il ritorno del padre; in seguito si reca in città, ove il popolo si compiace nel vederlo bello, forte e sicuro, e ritrova Teoclimeno, che conduce con sé, a casa. Alla madre che lo interroga sul viaggio, racconta sommariamente i fatti e le notizie raccolte, ma tacendole il suo incontro con il padre nella casupola del porcaio. Teoclimeno, però, rassicura la donna dicendole che l’arrivo di Odisseo è ormai prossimo.
Nel frattempo, il mendico Odisseo ed Eumeo, lungo il tragitto per scendere in città, incontrano Melanzio, il bovaro, che li oltraggia e colpisce Odisseo, rivelando così il suo malanimo e la sua infedeltà verso l’antico padrone, oltre al suo odio per Eumeo. Giunti davanti alla sua casa, Odisseo vede il suo cane, Argo, un tempo vivace e vigoroso, che giace su un mucchio di letame, abbandonato: il cane, nel vedere il padrone, lo riconosce, ma può solo debolmente manifestare la sua gioia; poi, sfinito, muore. Odisseo, anche se commosso, si impone di non mostrare le lacrime e si informa del cane, il cui stato di abbandono è un chiaro segno della trascuratezza della casa in assenza del padrone. Telemaco invita Odisseo a entrare in casa, e dopo avergli egli stesso dato del cibo, esorta i pretendenti a fare altrettanto; Antinoo lo offende pesantemente, nonostante Odisseo, con un discorso ingannatore, gli racconti di essere stato anch’egli, un tempo, un uomo ricco e nobile. La comparsa del mendico scatena l’ira dei Proci e, sebbene si insinui il sospetto che sia un dio che li voglia mettere alla prova, Antinoo lo ingiuria e lo colpisce con uno sgabello: Odisseo però non reagisce, sopportando tutto pazientemente per non scoprirsi. Eumeo dice a Penelope che il mendico sa raccontare storie affascinanti così la donna esprime il desiderio di interrogarlo nel caso sapesse qualcosa del marito: il mendicante però le manda a dire che teme l’ira dei pretendenti e che le parlerà solo quando se ne saranno andati. Eumeo intanto prende congedo da Telemaco, per andare in campagna a custodire le bestie, ma promette di tornare l’indomani, come Telemaco gli chiede.


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