Riassunto: Rosso Malpelo

di Giovanni Verga
Riassunto:

Narra la storia allucinante di un piccolo sterratore, Rosso Malpelo, vittima giovanissima di una società crudele nella quale sopravvive chi è in grado di dominare, anche con la violenza fisica, gli altri esseri umani, gli animali e perfino le cose. Malpelo, vive come una bestia in un ambiente spietato che lo rende ogni giorno più selvatico: lavora quattordici ore al giorno estraendo sabbia da una cava alla periferia di Catania, a volte dorme per terra stremato dalla fatica, mangia come può, non conosce l'affetto di nessuno, se non qualche carezza delle mani callose del padre, che fa la sua stessa vita. Un giorno, però, proprio l'unico essere che si era mostrato veramente umano con lui nella cava, schiacciato da una montagna di sabbia. Malpelo, allora, vede diventare sempre più penosa e senza speranza la sua vita di animale bastonato, e si rassegna al destino di sfruttamento e di miseria. Sul lavoro conosce un altro ragazzo derelitto come lui e, per farlo diventare forte abituarlo alle disumane condizioni di vita dello sterratore, lo picchia in continuazione, anche se in fondo al cuore gli vuole bene: a modo suo, ovviamente, come può farlo chi non ha mai conosciuto né affetto né amicizia. Tuttavia, anche questo suo compagno di sventura muore, stroncato dalle privazioni, dalle fatiche, dalla tubercolosi. E così Malpelo rimane nuovamente solo, ultimo tra gli ultimi, finché un giorno, presi <<gli arnesi di suo padre, il piccone, la zappa, la lanterna, il sacco col pane, e il fiasco di vino>>, accetta di avventurarsi nelle inesplorate gallerie della cava e scompare, <<ne più si seppe nulla di lui>>.
Una vicenda esistenziale quella di Malpelo, che diventa quasi il simbolo della condizione umana di sfruttato in una società basata sull'interesse personale, che agisce con bestiale ferocia e mostra estrema indifferenza nei confronti dei deboli e degli indifesi, destinati fatalmente a soccombere. Pur non facendo parte della fitta schiera di creature verghiane miti e inerti, in quanto dotato di una certa energia e, malgrado sua analfabeta, di una primitiva forma di saggezza, Malpelo rimane inchiodato a una condizione di passività, perché è incapace di trovare dentro di sé la forza per protestare e ribellarsi.

Analisi del testo
E’ una delle otto novelle raccolte in Vita dei campi; essa fu pubblicata a puntate sul quotidiano romano fanfulla dal 2 al 5 agosto 1878 e probabilmente trae ispirazioni dal rapporto sul “Lavoro dei fanciulli nelle zolfare siciliane”, contenuto in un’inchiesta parlamentare del 1876. Con queste premesse la novella sembra rispondere esattamente ai canoni del verismo: una obiettiva aderenza alla realtà quotidiana degli strati sociali più umili, dove si manifestano, nella loro primordiale essenza, le leggi fondamentali della vita. E’ questa, infatti, la realtà in cui si muove Rosso Malpelo: un mondo di miseria, cieco e senza pietà, dominato dalla legge di un lavoro bruto, dove gli uomini e animali hanno la stessa sorte. Il ragazzo, schiacciato sotto una condizione spietata, resiste tuttavia con un energia istintiva, crudele e commovente insieme, ed assume, a suo modo, una dimensione eroica.

Commento
La novella, una delle migliori di Verga, è un incisivo ritratto privo di ogni sfumatura romantica, e acquista robustezza grazie ad un linguaggio sobrio ed essenziale, dove un lessico quasi arcaico e una sintassi vivacissima e scarna, da prosa parlata, impongono ai personaggi e alle cose una suggestiva e triste drammaticità. Malpelo è uno dei tanti disgraziati costretti a diventare malvagi per sopravvivere, perseguitati dalle avversità del destino e dalla crudeltà degli uomini; ma egli si adegua rabbiosamente alla sua sorte, con la rassegnazione che viene dall'impotenza e dall'avvilimento, cupo e scontroso con tutti, incapace di ogni tenerezza anche quando è affezionato a qualcuno; cresciuto alla scuola dei calci e delle umiliazioni, non può che ricambiarli anche al suo amico Ranocchio, convinto di fargli il favore di insegnargli a vivere. Il finale del racconto si accorda con il tono crudo dell’argomento: Malpelo, ancora più scontroso dopo la morte dell’amico, non ha nessuna esitazione ad accettare di avventurarsi, con passività rassegnata, nel labirinto della cava; i suoi gesti sono lenti e consapevoli, mentre si attrezza di tutto punto come per un rituale sacrificio. Da questo finale senza risoluzione nasce la dimensione mitica di Malpelo, destinato a suscitare, nella fantasia del popolo, incubi di paura.


Descrizione breve Rosso Malpelo
Rosso Malpelo è un ragazzo infelice, precocemente  indurito dal lavoro in miniera, dalla miseria e dai soprusi subiti dagli adulti. Non avendo conosciuto l’affetto se non quello del padre morto in miniera, non è capace di esprimere i suoi sentimenti. Nel racconto si avverte però la profonda pietà dell’autore nei suoi confronti.


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