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Riassunto breve: Rosso Malpelo di Giovanni Verga


Appunto di italiano contenente un breve riassunto sul racconto verista di Giovanni Verga intitolato Rosso Malpelo.

Il racconto Rosso Malpelo di Giovanni Verga narra la storia di un ragazzo discriminato all'estremo per via del colore rosso dei suoi capelli.





Rosso Malpelo - Giovanni Verga

In questa pagina trovate un breve riassunto di Rosso Malpelo in quanto la versione lunga e dettagliata la trovate già nell'altro appunto intitolato Rosso Malpelo riassunto e analisi, con tanto di analisi del testo e commento. Tra l'altro per essere un racconto è piuttosto lungo e pieno di episodi che caratterizzano al meglio i vari personaggi, nonostante ciò in questo appunto non ci focalizzeremo troppo su di essi bensì cercheremo di realizzare un lungo discorso come se lo si stesse raccontando a un'altra persona.



Rosso Malpelo: riassunto breve

Tutti lo chiamavano Malpelo per il colore rosso dei suoi capelli, che la gente associava alla malvagità, alle bestie e perfino al diavolo. A causa di questo pregiudizio era sempre emarginato e perciò trascorreva gran parte del suo tempo insieme a suo padre, che veniva chiamato mastro Misciu bestia, perché era disposto a fare anche i lavori più duri e rischiosi. Proprio in uno di questi lavori che nessun altro aveva voluto accettare perde la vita quando la rena gli era franata addosso. Con disinteresse andarono a verificare la posizione dove era avvenuto l'incidente e tra l'altro con parecchie ore di ritardo. Non cera più niente da fare, il padre di Malpelo era sicuramente morto dopo tutto quel tempo e secondo l'anziano zio Mommu lo sciancato ci sarebbe voluto una settimana intera per togliere la rena, tra l'altro facendo presente quanto sia stato sciocco ad accettare un lavoro tanto rischioso quanto malpagato. Malpelo era disperato e piangeva mentre scavava con le mani insanguinate al punto che lo dovettero togliere con la forza facendo notare come il suo volto e la sua rabbia fossero tipiche di una bestia indomabile. D'altronde il padre di Malpelo era l'unica persona che ci teneva a lui ed egli gli voleva bene. Il resto della famiglia di Malpelo lo considerava una sciagura, ma almeno essendosi messo a lavorare portava settimanalmente soldi a casa. La madre pensava che si trattenesse i soldi del suo salario, la sorella lo picchiava e da quando si era fidanzata aveva smesso di lavare i vestiti a Malpelo, che se ne andava in giro tutto sporco. La sorella temeva che Malpelo avrebbe fatto scappare il suo nuovo compagno se i due si fossero incontrati e perciò era un buon motivo per stargli alla larga. Con la morte del padre, Malpelo ha accusato il colpo ed è diventato più violento verso chi considerava debole, in particolare l'asino e in seguito anche Ranocchio, il nuovo arrivato nella cava chiamato così perché faticava a sostenere il peso della rena. I due lavorando nella stessa area passavano molto tempo insieme, Malpelo si vantava che fosse più forte e l'aiutava quando poteva a completare il lavoro ma allo stesso tempo lo picchiava come faceva con l'asino per abituarlo a difendersi e a reagire. Nel frattempo gli altri lavoratori avevano trovato il cadavere di mastro Misciu, e la madre di Malpelo aveva adattato gli abiti del defunto marito per il figlio, che amava indossarli. Ranocchio non era come Malpelo che era nato e cresciuto in quella cava e col passare del tempo le sue condizioni di salute andavano peggiorando finché il malessere non si è aggravato al punto tale portandolo alla morte. Dopo il padre, Malpelo aveva perso anche l'amico, successivamente pure i restanti componenti della famiglia lo abbandonano, infatti la madre si risposa e si trasferisce in un'altra zona di Catania, la sorella si sposa e la casa la trova chiusa. Nella cava giunge un evaso ma non ci resta a lungo perché si rende conto che la prigione paragonata alla cava è un paradiso. Un giorno chiedono a Malpelo di ispezionare le gallerie della cava con lo scopo di trovare un pozzo che avrebbe consentito al padrone di ridurre i costi della manodopera. Malpelo si rende conto della pericolosità di questo compito e gli viene in mente di un lavoratore che si era smarrito e non l'avevano più ritrovato, ma accetta ugualmente. Indossando l'equipaggiamento completo si addentra nella cava e da quel giorno nessuno più lo rivide più. Malpelo era diventato una leggenda nella cava e quando si parlava di lui lo si faceva a bassa voce per la paura di vederselo spuntare davanti coi suoi capelli rossi e i suoi occhioni grigi.


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