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Figure retoriche: X Agosto di Giovanni Pascoli

Quali figure retoriche ci sono nella poesia X Agosto? Dove si trovano la metafora e la similitudine, e che figura retorica è arde e cade?
Stelle

La notte di San Lorenzo è una notte speciale perché è caratterizzata dalla pioggia meteorica, ovvero il fenomeno delle perseidi che ha una durata di qualche giorno e che comunemente chiamiamo "stelle cadenti". Se per tutti è una notte in cui si può sognare esprimendo un desiderio qualora si dovesse vedere una "stella cadente", per il poeta Giovanni Pascoli la pioggia meteorica ha un bel altro significato, triste e malinconico. Egli, attraverso la poesia X Agosto, ripensa al padre che quella sera del 10 agosto stava ritornando a casa ma non ci arrivò mai. È così che le stelle cadenti diventano le lacrime del cielo e tutto inizia a prendere una piega religiosa, come ad esempio la croce X presente nel titolo e nella posizione delle ali della rondine uccisa da qualcuno, che anticipa la tragedia della morte del padre.





Tutte le figure retoriche

Numerose sono le figure retoriche presenti nella poesia X Agosto, e in questo appunto le andremo ad elencare tutte, sia quelle principali come le metafore e la similitudine sia quelle di minore importanza. Se invece siete maggiormente interessati alla spiegazione della poesia vi suggeriamo di leggere anche l'appunto X Agosto - Pascoli.



Apostrofe

Nel primo verso della poesia, l'autore si rivolge al santo del giorno, che è San Lorenzo, e scrive che egli sa bene perché proprio in questa data cadono le stelle.
San Lorenzo



Sineddoche

Nel verso 5 è presente una sineddoche perché è vero che la rondine si reca sul tetto ma allude al fatto che lì fosse presente il suo nido, per cui avrebbe dovuto scrivere in modo più specifico che "ritornava al nido". Questa sineddoche è del tipo "il tutto per la parte" e probabilmente non ha nominato la parola nido in questo verso per sottolineare che a quel nido non ci è mai arrivata, cioè è stata ucciso prima.
al tetto



Allitterazione

Allitterazione della L nei versi 1 e 2. Le abbiamo messe in evidenza con la lettera maiuscola.
san Lorenzo, io Lo so perché tanto
di steLLe per L'aria tranquiLLa

Allitterazione della R e della N (v.5).
RitoRNava uNa RoNdine

Allitterazione della P (v.12).
Pigola semPre Più Piano

Allitterazione della A e della T (v.19).
ATToniTo, AddiTA

Allitterazione della A e della O (v.24).
AtOmO OpAcO



Personificazione

Spesso le personificazioni vengono messe in evidenza dall'autore stesso quando usa la lettera iniziale maiuscola anche per i nomi comuni di cosa, come nel caso in questione con la parola "cielo" al quale gli attribuisce il verbo "inondare". Invece la parola "Male" non è da considerarsi una personificazione ed è stata scritta in maiuscolo solamente per esaltarla nel testo.
Cielo (v.21)



Anastrofe

Al verso 5 è presente un'anastrofe perché il verbo e il soggetto si trovano in una posizione invertita, infatti nella lingua italiana siamo solito mettere prima il soggetto e poi il verbo. Questa scelta dell'autore è dettata dal fatto di dare maggiore risalto al verbo "ritornare", che indica uno spostamento da un luogo minaccioso (il mondo esterno) verso un luogo sicuro (la propria dimora).
Ritornava una rondine al tetto



Similitudine

Quando la rondine è stato uccisa è caduta tra gli spini e, quando sono andati a vederla, aveva le ali spalancate come Gesù in croce. Ciò simboleggia la purezza e l'innocenza di questo animale e condanna il gesto di chi l'ha uccisa.
come in croce



Metonimia

Nel verso 11 il poeta scrive che è il nido che pigola sempre più piano ma in realtà sono gli uccellini, i piccoli della rondine, che non avendo un contatto visivo con la "madre" stavano rinunciando a richiamarla.
il suo nido

Nel verso 13 viene utilizzata nuovamente la parola "nido", ma non si sta più facendo riferimento al nido della rondine, bensì a una casa vera e propria verso il quale sta facendo ritorno un uomo.
al suo nido



Assonanza

Nel terzo verso è presente un'assonanza dal momento che la posizione delle vocali è identica per entrambe le parole, variano solamente le consonanti.
arde e cade



Sinestesia

La sinestesia è quella figura retorica nel quale vengono accostate parole che appartengono a sfere sensoriali diverse. Anche in questa poesia è presente una sinestesia, più precisamente al v.15: gli occhi appartengono al senso della vista, invece il grido appartiene al senso dell'udito.
restò negli aperti occhi un grido



Anafora

L'anafora è presente nel verso 9 e nel verso 17, e ha un significato ben preciso perché rappresenta l'inizio del verso dopo la morte dapprima della rondine e dopo di un uomo. Quindi lo scopo è quello di illustrare entrambe le morti allo stesso modo, sebbene il primo sia un animale, dal momento che entrambi sono morti in modo ingiusto mentre si stavano occupando della propria famiglia.
Ora è là



Anadiplosi

Nel verso 18 viene ripetuto per due volte il verbo "aspettare" separato da una virgola. Questa figura retorica è chiamata anadiplosi e nei libri di letteratura più antichi potreste trovarla con il nome "epanastrofe".
lo aspettano, aspettano



Metafora

La prima metafora si trova nel vv.3 dove le stesse cadenti sono rappresentate come lacrime, nel senso che è il cielo che sta piangendo.
perché si gran pianto

Nel verso 10 l'uccellino ha il becco verso l'alto e il poeta usa l'espressione "cielo lontano" con il significato di "verso Dio" oppure "verso il paradiso".
a quel cielo lontano
Anche nel v.23 continua ad usare il termine "pianto", stavolta però aggiungendo anche il sostantivo "stelle".
d'un pianto di stelle

Nel verso 24 crea una metafora andando a indicare la Terra (atomo) come un luogo in cui regna la malvagità.
quest'atomo opaco del Male



Enjambement

Questi sono tutti gli enjambement presenti nel testo:
tanto / di stelle (v. 1-2)
tende / quel verme (vv. 9-10)
addita / le bambole (vv. 19-20)
mondi / sereni (vv. 21-22)
lo inondi / quest'atomo (vv. 23-24)



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