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Versi tronchi, sdruccioli, piani: esempi

Appunto riguardante la metrica italiana e nello specifico i versi tronchi, sdruccioli e piani con spiegazione ed esempi di celebri autori.
Versi

I versi, nell'ambito della metrica italiana, che si occupa dello studio della struttura ritmica di un componimento poetico, si distinguono in base alla posizione dell'accento sulla parola conclusiva del verso.





Metrica italiana: versi e accento

A seconda di dove cade l'accento, in genere sulla penultima sillaba di ogni verso, è possibile distinguere tre tipi di versi: tronchi, sdruccioli e piani. Sotto ogni definizione è presente anche un esempio tratto dai versi della Divina Commedia di Dante Alighieri, nel quale la sillaba accentata è stata scritta in maiuscolo.



Versi tronchi

I versi tronchi terminano con una parola tronca (accento tonico sull'ultima sillaba). Nelle parole tronche è necessario indicare l'accento tonico con un accento grafico. Per quanto riguarda la numerazione delle sillabe si calcola una sillaba in più rispetto alla sillabazione grammaticale.
Lo ciel perdei, che per non aver FÈ



Versi sdruccioli

I versi sdruccioli terminano con una parola sdrucciola (l'accento tonico cade sulla terzultima sillaba). Per quanto riguarda la numerazione delle sillabe si calcola una sillaba in meno rispetto alla sillabazione grammaticale.
Seguendo 'l cielo, sempre fu duRAbile



Versi piani

I versi piani terminano con una parola piana (l'accento tonico cade sulla penultima sillaba). I versi piani sono più frequenti nella poesia italiana. Per quanto riguarda la numerazione delle sillabe è lo stesso sia nella sillabazione grammaticale sia in quella metrica.
Nel mezzo del cammin di nostra VIta.



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