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Benedetto sia 'l giorno, e 'l mese, et l'anno: parafrasi, analisi, commento


Appunto sulla poesia Benedetto sia 'l giorno, e 'l mese, et l'anno di Francesco Petrarca: testo, parafrasi, analisi, figure retoriche e commento.

Benedetto sia 'l giorno, e 'l mese, et l'anno è un componimento poetico di Francesco Petrarca che si trova nel Canzoniere (sonetto n° 61).





Benedetto sia 'l giorno, e 'l mese, e l'anno

In questa pagina trovate tutto ciò che riguarda la poesia Benedetto sia 'l giorno, e 'l mese, e l'anno di Francesco Petrarca: la scheda della poesia con le informazioni principali in primo piano, il testo e la parafrasi, l'analisi del testo e le figure retoriche, e infine un breve commento.



Scheda della poesia

Titolo Benedetto sia 'l giorno, e 'l mese, et l'anno
Autore Francesco Petrarca
Genere Sonetto
Raccolta Canzoniere
Corrente letteraria Umanesimo
Data Datazione incerta (forse dopo il 1341)
Luogo Chiesa di S. Chiara ad Avignone (Francia)
Contesto storico Primo incontro tra Petrarca e Laura, il 6 aprile 1327
Temi trattati La celebrazione dell'amore per Laura
Frase celebre «Benedetto sia ’l giorno, e ’l mese, e l’anno | e la stagione, e ’l tempo, e l’ora, e ’l punto | e ’l bel paese, e ’l loco ov’io fui giunto»



Testo

Benedetto sia 'l giorno, et 'l mese, et l'anno,
et la stagione, e 'l tempo, et l'ora, e 'l punto,
e 'l bel paese, e 'l loco ov'io fui giunto
da'duo begli occhi che legato m'ànno;

et benedetto il primo dolce affanno
ch'i' ebbi ad esser con Amor congiunto,
et l'arco, et le saette ond'i' fui punto,
et le piaghe che 'nfin al cor mi vanno.

Benedette le voci tante ch'io
chiamando il nome de mia donna ò sparte,
e i sospiri, et le lagrime, e 'l desio;

et benedette sian tutte le carte
ov'io fama l'acquisto, e 'l pensier mio,
ch'è sol di lei, sí ch'altra non v'à parte




Parafrasi

Sia benedetto il giorno, il mese e l'anno,
e la stagione, il tempo, le ore e il momento,
e il bel paese, il luogo in cui sono stato condotto
da dui begli occhi a cui mi sono legato.
E sia benedetto il primo dolce affanno
che provai nell'innamorarmi,
e l'arco e le frecce dalle quale fui colpito
e queste ferite che vanno dritte al cuore.
Siano benedette le tante voci che ho
sparso in tutte le direzioni nel chiamare la mia donna,
e i sospiri, le lacrime e il desiderio d'amore.
Siano benedetti tutti i versi
coi quali le procuro fama, e il mio pensiero
che è soltanto per lei, così che per nessun altra donna vi è posto.



Analisi del testo e commento

Schema metrico: ABBA ABBA CDC DCD. Due quartine e due terzine.

Il sonetto è strutturato in maniere simmetrica e può essere diviso in due parti: la prima parte è dedicata all'origine dell'amore per Laura, la seconda parte descrive gli effetti di questo amore.

La prima strofa racconta il giorno, il luogo e il modo in cui vide per la prima volta Laura. Da notare che la data non è indicata, così come il luogo dell'incontro (nella scheda della poesia sono presenti solo perché sono informazioni che si acquisiscono studiando il Canzoniere) perché dinnanzi al potere dell'amore per Laura tutti i contorni reali appaiono sfumati come in un sogno. Di lei si innamora al primo sguardo (begli occhi) e adotta lo stile stilnovistico che idealizza la propria amata creando il binomio donna-angelo, nel quale la donna è considerata un essere superiore rispetto all'uomo.

Nella seconda e terza strofa si può notare che non si tratta di una dichiarazione d'amore, il poeta descrive infatti il suo dissidio interiore: l'innamoramento stravolge i sentimenti dell'autore e lo porta non solo a provare gioia ma anche affanno (sebbene lo descrive come un "dolce" affanno), e pure sospiri, lacrime e desiderio (quando sente la sua mancanza), e le dolorose frecce d'amore inflitte nel suo cuore. L'autore sembra essere fiero anche per le sofferenze patite e benedice tutti i sentimenti che ha provato per la sua donna (anche le sofferenze).

Conclude il sonetto sostenendo che Laura è l'unica donna che può ritagliarsi uno spazio nei suoi pensieri e nel suo cuore, e questo lo ribadisce negli ultimi due versi che hanno come scopo quello di donarle fama. Da questa esperienza che riempie tutta la sua vita trae ispirazione anche la sua poesia.



Figure retoriche

Di seguito trovate tutte le figure retoriche presenti nel testo di questo sonetto, ma per quanto riguarda la definizione delle figure retoriche vi invitiamo a consultare il nostro elenco completo sulle figure retoriche.

  • Climax ascendente = "Benedetto sia 'l giorno, et 'l mese, et l'anno" (v. 1). Perché il giorno, il mese e l'anno sono elencati da quello che dura meno a quello che dura più a lungo.
  • Climax discendente = "et la stagione, e 'l tempo, et l'ora, e 'l punto" (v. 2). Perché la stagione, il tempo, l'ora e il punto sono ordinati da quello che dura più a lungo a quello che dura di meno.
  • Enumerazione per polisindeto = dal v.1 al v.3. Cioè da "Benedetto sia" fino a "giunto" per la continua presenza delle congiunzioni "et" ed "e" che separano l'elenco di parole.
    "e i sospiri, et le lagrime, e 'l desio" (v. 11). Questa è un altra enumerazione con le congiunzioni "et" ed "e".
  • Metafora = "occhi che legato m'ànno" (v. 4). Dal momento che gli occhi non posso legare e fare prigioniero una persona, ma possono sedurre e, quindi, il verbo legare è usato in senso metaforico.
    "le piaghe che 'nfin al cor mi vanno" (v. 8). S'intende il dolore che gli arriva fino in fondo al cuore, anch'esso detto in modo metaforico.
  • Anastrofe = "che legato m'ànno" (v. 4). Vi è un'inversione, dato che l'ordine abituale è "che m'anno legato".
  • Ossimoro = "dolce affanno" (v. 5). Perché l'affanno è la difficoltà nel respirare e non può essere dolce.
    "Ov'io fama l'acquisto" (v. 13). Vi è un'inversione, dato che l'ordine abituale è "Ov'io l'acquisto fama".
  • Personificazione = "con Amor congiunto" (v. 6). Quando nelle poesie un termine di cosa, anche se astratto, viene scritto con la lettera iniziale maiuscola, vuol dire che lo si sta trattando come qualcosa di più. L'amore è raffigurato in forma classica e tradizionale, come il dio Cupido, che impugna arco e frecce. In questo caso si ha una personificazione di Amore.
  • Anafora = "Benedetto" (v.1), "et benedetto" (v. 4), "Benedette" (v.9), "et benedette" (v. 12).
  • Perifrasi = "mia donna" (v. 10). Per indicare Laura.
  • Enjambement = vv. 5-6; 9-10; 12-13.


Commento

Per comprendere questa poesia bisogna essere, o almeno essere stati, innamorati. Purtroppo non tutti saranno in grado di ricordare il giorno in cui è apparso/a per la prima nelle nostre vite quella donna o quell'uomo "speciale", perché ancora troppo giovani e questa persona speciale non si è ancora incontrata, perché si conduce vite troppo impegnate che tolgono spazio all'amore o perché, semplicemente si è... sfortunati. In questi casi vi basterà guardare un film di genere commedia sentimentale. In genere il protagonista maschile ottiene un appuntamento dalla ragazza che le piace e preso dall'euforia del momento canta a squarciagola per le strade dimenticandosi che è notte e tutto il vicinato gli urla contro per farlo smettere. Quando ci si innamora tutto diventa incredibilmente più dolce e colorito, i problemi passano in secondo piano e non si può fare a meno di memorizzare ogni dettaglio della scena del primo incontro: i vestiti indossati, il taglio di capelli, il profumo nell'aria, la strada, il cielo ecc.
L'autore innamorato benedice ogni cosa riesce a ricordare di quel giorno, come anche le emozioni provate che erano talmente forti che gli toglievano il fiato e lo mettevano in affanno e non nasconde che ha anche versato delle lacrime. Si comporta così perché ogni dettaglio di quel giorno è parte di un tutto, e questo tutto è qualcosa di unico e meraviglioso. Dal sonetto si può intuire che l'incontro tra Petrarca e Laura non è frutto di un evento casuale, ma un evento che associa a un miracolo. Mi piace pensare che l'autore non ha voluto aggiungere informazioni dettagliate, come la data del giorno o il nome del luogo dell'incontro, per fare in modo che chi legge questa poesia possa immedesimarsi nell'autore e provare le sue gioie e dolori, o ancora meglio, dedicarla un giorno alla propria donna. Petrarca, attraverso la poesia, vuole rendere immortale questo giorno, e a quanto pare è riuscito nel suo intento. Nonostante il tracorrere dei secoli, rileggendo questo testo che parla di Laura, la sensazione del lettore è che questo amore riprenda vita e, inevitabilmente, non si può non lasciarsi trasportare dalle emozioni.

Ricordiamo che Laura non ricambia l'amore per Petrarca, infatti è considerata il simbolo dell'amore non corrisposto. Questo amore impossibile è dovuto al fatto che Laura era sposata e rifiutava il corteggiamento.


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