Giornata nazionale per le vittime del COVID (18 marzo)


Cosa accadde il 18 marzo e perché si celebra la giornata per le vittime del covid proprio in questa data.

La giornata nazionale per le vittime del COVID-19 viene celebrata in Italia ogni 18 marzo, dopo che il 17 marzo 2021 la Commissione affari costituzionali del Senato l'ha approvata con legge votata all'unanimità, per ricordare tutte le persone decedute a causa del SARS-CoV-2 durante la Pandemia di COVID-19 in Italia.



Perché si festeggia il 18 marzo?

Il 18 marzo non è una data casuale, infatti dal 18 marzo 2020 al 24 aprile 2020 un evento ha scosso l'Italia intera: mentre il Paese si trovava in quarantena, nella tv pubblica sono stati trasmessi i video raffiguranti la gravità della situazione sanitaria nella città lombarda di Bergamo, dove l'esercito italiano è stato chiamato a soccorrere gli ospedali che si trovavano in stato di saturazione (Operazione Fidelium). Così, gli abitanti di Bergamo hanno visto passare per le strade 70 mezzi pesanti militari per evacuare le 957 bare delle vittime del covid per consegnarli in diverse sedi di cremazione in tutta Italia, dal momento che la camera mortuaria ed il forno crematorio del capoluogo non erano più in grado di accogliere le salme dei deceduti.



Gli eroi durante il covid

Fin dall'inizio della pandemia di Covid-19 gli operatori sanitari sono stati in prima linea negli ospedali, e in generale nel settore dei servizi di assistenza. Questa categoria di lavoratori ha spesso lavorato senza sosta e con scarsi equipaggiamenti di protezione restando a contatto con pazienti contagiati; tra l'altro era un periodo nel quale non esistevano ancora i vaccini per il SARS-CoV-2, e molti di questi hanno pagato la loro dedizione al lavoro con la vita.

I media, le autorità pubbliche e gli stessi cittadini hanno omaggiato il loro spirito di sacrificio ed è per questo che infermieri, medici e più in generale tutti gli operatori sanitari sono stati celebrati come "veri e propri eroi".

Per sopperire alla carenza di medici, molti dei quali risultavano positivi e non potevano più continuare a operare, alcuni dei medici in pensione sono stati richiamati all'attività e hanno risposto alla chiamata d'aiuto. Perché non si smette mai di essere medici, lo si resta sino in fondo e per tutta la vita.

Il poeta italiano Giuseppe Ungaretti scriveva in un suo componimento che i morti non fanno rumore, non fanno più rumore del crescere dell'erba, nel senso che i morti riposano nel silenzio, ma non le vittime del covid che fanno un rumore assordante e che da ora in avanti si celebrerà una giornata in loro memoria.



Come si celebra la giornata per le vittime del COVID

La Giornata nazionale in memoria di tutte le vittime dell'epidemia da coronavirus coinvolge tutti gli istituti scolastici e pertanto può essere un modo per ricordare quel periodo tanto triste, sia verbalmente sia attraverso un compito scritto, e anche attraverso un minuto di silenzio. Anche i media ricorderanno questa giornata mostrando foto e video riguardanti i periodi più brutti del covid, da come è iniziato, alla quarantena, l'uso di mascherine, l'intervento dell'esercito e con interviste toccanti e messaggi di speranza.

Nel 2021, in occasione del primo anniversario, il Presidente del Consiglio Mario Draghi ha presenziato a una piccola cerimonia tenutasi a Bergamo nel parco della Trucca, di fronte all'ospedale Papa Giovanni XXIII, dove sono stati piantati dei tigli in ricordo delle vittime del virus. Poi ha preso la parola il premier Draghi:
"Lo Stato c'è e ci sarà", ha detto. "Cari bergamaschi avete vissuto giorni terribili in cui non c'era neanche il tempo di salutare i propri cari. Tante immagini hanno colpito l'Italia e il mondo, ma una sola resta indelebile. La colonna dei carri militari. Questo luogo è il simbolo del dolore di un'intera nazione". Poi ha promesso: "Non accadrà più che le persone fragili non vengano assistite e protette. Solo così il luogo della memoria sarà il simbolo del nostro riscatto".


Nel 2022, un emozionato Mattarella per celebrare la Giornata nazionale in memoria delle vittime dell'epidemia da Coronavirus ha lasciato delle parole molto significative:
"Lo smarrimento dinanzi a una minaccia così insidiosa ha lasciato in breve tempo spazio a una reazione tenace fatta di coraggiose scelte collettive e di avveduti comportamenti individuali, che ci ha consentito di affrontare una sfida senza precedenti nella storia recente dell'umanità".


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