Paradiso Canto 32 - Parafrasi


Appunto di italiano riguardante la parafrasi del canto trentaduesimo (canto XXXII) del Paradiso della Divina Commedia di Dante Alighieri.

San Bernardo indica a Dante Eva, Rachele, Beatrice, Sara, Rebecca, Giuditta e Ruth, che stanno ai piedi di Maria; alla sua sinistra coloro che credettero in Cristo venturo, alla destra quelli che credettero in Cristo venuto; di fronte a Maria numerosi santi e l'Arcangelo Gabriele. Infine attorno a Maria si vedono anche Adamo, San Pietro e San Giovanni, Mosè, Sant'Anna e Santa Lucia.

In questa pagina trovate la parafrasi del Canto 32 del Paradiso. Tra i temi correlati si vedano la sintesi e l'analisi e commento del canto.



Parafrasi

Rivolto con amore alla Vergine, fonte della sua
beatitudine, quello spirito contemplante si assunse
liberamente il compito di mio maestro, e iniziò parlando
così santamente: «La ferita che Maria medicò (unse)
e guarì (richiuse), è quella donna tanto bella ai (da’)
suoi piedi che la provocò (punse) e l’aprì (Eva).
Nel terzo scalino (ordine) poi composto di seggi,
proprio sotto a quella è assisa Rachele,
insieme a Beatrice, come puoi ben vedere.
Sara, Rebecca, Giuditta e Ruth, la bisavola di colui
che per il dolore del peccato commesso cantò
Miserere mei, tu le puoi vedere disposte
una sotto l’altra (giù digradar) di gradino in gradino,
così come io te le indico con il loro nome scendendo
di petalo in petalo per questa rosa santa.
E dal settimo gradino in giù, come dal primo
fino a esso, si susseguono altre antiche donne ebree,
così separando tutti i petali (chiome) di questa beata rosa;
giacché esse costituiscono la linea secondo
la quale si dividono questi santi scalini, a seconda
di come la fede dei beati si rivolse (lo sguardo che fée) a Cristo.
Dalla parte nella quale la rosa è completa (maturo)
in tutti i suoi petali, sono seduti coloro
che ebbero fede nella venuta di Cristo;
dall’altra parte, in cui i gradini a semicerchio sono inframmezzati (intercisi)
da seggi vuoti, siedono coloro che si rivolsero (ebber li visi)
a Cristo dopo la sua venuta in terra.
E come su questo lato il seggio glorioso della
Vergine, signora del cielo, e gli altri seggi posti
sotto di esso creano una distinzione (cerna) tanto
importante, così di fronte il seggio del sommo Giovanni Battista,
che sopportò le pene del deserto e del martirio restando puro,
e dopo la morte anche due anni d’Inferno;
e sotto di lui i santi Francesco, Benedetto e Agostino,
e altri santi posti in discesa fin quaggiù di scalino in scalino,
ebbero in sorte di fare parte di analoga suddivisione.
Ammira in questo la profondità della Provvidenza
divina: giacché i due atteggiamenti di fede
riempiranno in egual misura questo Paradiso (giardino).
Sappi inoltre che dal gradino che taglia (fiede)
a metà orizzontalmente le due linee divisorie (discrezioni)
fino al più basso, ci sono beati che siedono lì non
per i loro meriti, ma per quelli di altri, a determinate condizioni:
poiché tutti costoro sono (bambini) beati liberati (asciolti)
prima di poter fare proprie scelte.
Lo potrai facilmente capire dai loro visi (per li volti)
e anche dalle loro voci di bambini (püerili),
se li osservi e ascolti attentamente.
Adesso tu hai un dubbio, e pensando a esso
resti in silenzio (sili): ma io scioglierò lo stretto nodo
con cui i tuoi sottili ragionamenti ti tengono legato.
In tutta la grandezza di questo regno celeste
non può trovar posto nessuna cosa casuale (casüal punto),
come non può esservi la tristezza o la sete la fame,
poiché tutto ciò che stai contemplando (quantunque vedi)
è stato definito dalla legge divina, così come
perfettamente corrisponde l’anello al dito;
e perciò questi beati giunti in fretta (festinata gente)
alla vita beata sono non senza giusto motivo
in posizione di diversa eccellenza fra di loro.
Dio per grazia del quale tutto il Paradiso si
appaga (pausa) di un amore e di un gaudio così
grandi che nessun beato osa (è ... ausa) desiderarne
di più, nel creare al suo amorevole sguardo tutte le anime,
a suo piacere le dota in misura diversa di Grazia;
e su questo, ci devono bastare le cose così come stanno.
E questo vi è rivelato in modo semplice e chiaro
dalla Bibbia nella storia di quei due gemelli
che ancora nel ventre materno si mossero a ira fra di loro (Esaù e Giacobbe).
Perciò è necessario e giusto che la sublime
luce della grazia naturale si faccia aureola (s’incappelli)
in proporzione alla natura di ognuno (il color d’i capelli).
Pertanto, senza merito (mercé) di comportamento,
questi bambini sono posti su gradini diversi
differenziandosi solo nella primaria disposizione a Dio.
Nei tempi più vicini alla creazione per ottenere
la salvezza era sufficiente oltre all'innocenza
naturale solo la fede dei genitori (parenti);
conclusi (compiute) quei primi secoli, ai maschi
fu necessario procurare purezza alle loro
innocenti ali per mezzo della circoncisione;
ma dopo che ebbe inizio l’era cristiana (’l tempo de la grazia),
quei bambini innocenti furono trattenuti nel Limbo (là giù)
se privi del battesimo perfetto in Cristo.
Volgiti ormai al volto della Vergine, colei che
maggiormente somiglia a Cristo, giacché solo la
sua luminosità ti può rendere disposto alla visione di Dio».
Io vidi scendere su di lei tanta gioia di luce
portata da quegli spiriti angelici (menti sante) creati
per volare attraverso quella somma altezza del cielo,
che tutto quanto io avevo potuto ammirare prima,
non mi aveva riempito di altrettanto stupore, e nulla
mi era mai apparso di così simile (tanto sembiante)a Dio;
e l’amore angelico che per primo le discese
vicino (l’arcangelo Gabriele), aprì le sue ali davanti
a lei, cantando ‘Ave Maria, piena di grazia’.
Al canto angelico l’intero coro dell’Empireo
rispose da ogni punto, così che tutti i loro
aspetti (ogne vista) divennero più luminosi.
«O padre beato, che per amore di me accetti (comporte)
di sostare qui in basso, lasciando quel luogo
di beatitudine in cui tu sei assiso per predestinazione divina,
quale angelo è quello che con così intensa letizia (gioco)
contempla il volto della Vergine regina,
così acceso d’amore che sembra una fiamma viva?».
Con queste parole mi affidai di nuovo alla sapienza
di s. Bernardo, che riceveva ulteriore bellezza
dalla luce della Vergine, come Venere dal sole.
Egli rispose: «Tutta la baldanza e la letizia
che può esserci in un angelo e in un beato, è al
massimo grado (tutta) in quel l’angelo;
e noi tutti lo desideriamo, poiché egli è colui
che portò in terra alla vergine Maria la palma della vittoria,
quando Cristo scelse di caricarsi il peso del corpo umano (nostra salma).
Ma ora segui con lo sguardo ciò che io
ti indicherò a parole, e guarda (nota) le più nobili
anime (gran patrici) di questo regno di somma giustizia e santità.
Quei due beati tanto in alto e di più intensa
felicità perché più vicini alla Madonna, nostra imperatrice (Agusta),
sono come le radici di questa rosa di beati;
quello posto a fianco (s’aggiusta) sulla sinistra,
è il progenitore a causa del cui temerario morso (ardito gusto)
gli uomini soffrono tante amarezze (Adamo);
sul lato destro puoi vedere l’antico padre
della Chiesa di Dio, al quale Cristo affidò le chiavi
per salire a questo meraviglioso (venusto) fiore (s. Pietro).
Di fianco a questo è seduto s. Giovanni,
colui che prima di morire ebbe la visione di tutti i
mali della Chiesa, la dolce sposa conquistata con la
crocifissione (coi clavi) e con la morte (con la lancia) (di Cristo);
di fianco all’altro c’è Mosè, il condottiero sotto
il quale l’ingrato e ribelle popolo ebraico si cibò di manna.
Di fronte a s. Pietro puoi vedere assisa s. Anna (madre della Vergine),
così felice di contemplare sua figlia, che anche
mentre canta le lodi a lei, non sposta il suo sguardo;
e in faccia ad Adamo, il più grande tra i padri di famiglia,
è seduta s. Lucia, colei che indusse Beatrice a venirti in aiuto,
quando il tuo sguardo ritornava verso il peccato.
Ma poiché fugge il tempo a te designato
(che t’assonna), fermiamoci qui, come il bravo sarto
che fa l’abito con la quantità di panno a disposizione;
e alzeremo lo sguardo all’amore divino, in modo
che tu contemplandolo possa penetrare nella sua
essenza sfolgorante il più a fondo possibile.
Tuttavia (Veramente), affinché non ti accada
di arretrare credendo di avanzare (oltrarti) fidandoti
sulle tue forze (movendo l’ali tue), è necessario
che pregando si chieda grazia a colei che ti può aiutare;
e tu pregherai con me (mi seguirai) nel tuo cuore (con l’affezione)
di modo che il tuo sentimento non resti separato (non parti) dalle mie parole».
E iniziò questa sacra preghiera.


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