Paradiso canto 32 - Riassunto


Appunto di letteratura italiana contenente il riassunto del trentaduesimo canto (canto XXXII) del Paradiso dantesco.
Amos Nattini, La rosa dei beati

Tempo: 13 aprile 1300, mercoledì dopo Pasqua

Luogo:
CIELO DECIMO: EMPIREO
Si tratta di un cielo costituito di pura luce intellettuale e di amore spirituale, senza limitazioni fisiche e di spazio. Qui è Dio nella sua essenza, qui hanno effettiva sede i beati e gli angeli, questo è il vero ed eterno Paradiso. Inizialmente si presenta come un fiume di luce fra due rive di splendidi fiori, quindi si rivela definitivamente come il grande lago della grazia divina intorno al quale sono disposti in anfiteatro tutti i beati: su di loro discende la luce di Dio.

Personaggi: Dante, S. Bernardo, la vergine Maria, Eva, Rachele, Sara,Rebecca, Giuditta, Ruth, S. Giovanni Battista, S. Francesco, s. Benedetto, S. Agostino, l’arcangelo Gabriele, Adamo, S. Pietro, S. Giovanni Evangelista, Mosè, S. Anna, S. Lucia, i bambini morti in grazia di Dio

Spiriti beati: La rosa dei beati
Sono tutte le anime dei santi, disposte sui diversi gradini dell’anfiteatro celeste, la «rosa dei beati»: dall’alto, cioè da Dio, discendono continuamente tutti gli angeli che depositano su di loro la sublime felicità della grazia divina, per poi risalire verso Dio.



Sintesi

Beati di epoca precristiana e cristiana
Continuando a contemplare Maria, San Bernardo descrive a Dante la disposizione dei beati nella candida rosa. Scendendo dall'alto verso il basso, di gradino in gradino indica, in corrispondenza al seggio della Vergine, quelli di Eva, Rachele, seduta accanto a Beatrice, Sara, Rebecca, Giuditta e Ruth. Mostra poi altre anime di donne ebree che formano una linea divisoria tra gli spiriti che vissero prima di Cristo e dopo di Lui. Dalla parte opposta della rosa la linea continua con la fila dei seggi dei santi Giovanni Battista, Francesco,Benedetto, Agostino e altri illustri santi.


Il mistero della grazia
Le due linee sono tagliate orizzontalmente al centro dalla fila delle anime dei bambini morti prima di poter scegliere tra il bene e il male. Dante si chiede come possa accadere che anime incapaci di scegliere siano disposte secondo diversi gradi di beatitudine. San Bernardo gli rivela che, quando Dio crea le anime, infonde loro la grazia in misura diversa. È la quantità di grazia iniziale che fa si che le anime dei bambini godano di diversi gradi di beatitudine.


La Vergine, l'arcangelo Gabriele, altri santi
Quindi esorta Dante a volgere lo sguardo verso la Vergine, il cui splendore potrà abituarlo a sostenere la visione di Cristo. Il poeta ammira la perfezione di Maria e vede un angelo che, con le ali distese davanti a lei, canta Ave, Maria, piena di grazia, accompagnato dall'eco di tutti i beati dell'Empireo: è l'arcangelo Gabriele. Il santo mostra infine a Dante le anime di Adamo e San Pietro, rispettivamente a sinistra e a destra della Vergine, di San Giovanni, posto accanto a San Pietro, di Mosè, vicino ad Adamo, di Sant'Anna e di Santa Lucia di fronte a San Pietro e ad Adamo.


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