Purgatorio Canto 19 - Figure retoriche


Tutte le figure retoriche presenti nel diciannovesimo canto del Purgatorio (Canto XIX) della Divina Commedia di Dante Alighieri.

Qui di seguito trovate tutte le figure retoriche del diciannovesimo canto del Purgatorio. In questo canto Dante vede una donna brutta che mantenendo lo sguardo fisso verso di lei tente a diventare di bell'aspetto, ma si tratta solo di un illusione in quanto Virgilio gli appare in sonno rivelandone il marcio e il puzzo. Questo sogno simboleggia il peccato per il troppo amore che si ha per i beni terreni. Qui Dante incontra anche gli avari e i prodighi, tra questi Papa Adriano V. Per una migliore comprensione del testo vi consigliamo di leggere la parafrasi del Canto 19 del Purgatorio.


Le figure retoriche

E come ‘l sol conforta le fredde membra che la notte aggrava, così lo sguardo mio le facea scorta la lingua, e poscia tutta la drizzava in poco d’ora, e lo smarrito volto = similitudine (vv. 10-14). Cioè: "e come il sole riscalda le membra intorpidite dal freddo notturno, così il mio sguardo le rendeva spedita la lingua, e poi drizzava in breve tempo tutta la persona, e infine coloriva il suo viso scialbo".

Lo sguardo mio = anastrofe (v. 12). Cioè: "il mio sguardo".

Scorta / la lingua = enjambement (v. 12).

Smarrito volto = anastrofe (v. 14). Cioè: "volto smarrito".

Santa e presta = endiadi (v. 26).

Fieramente dicea = anastrofe (v. 29). Cioè: "diceva fieramente, con sdegno".

Venìa / con li occhi fitti = enjambement (vv. 29-30).

Almen tre / voci = enjambement (vv. 34-35).

De l’alto dì = perifrasi (v. 38). Per indicare il sole alto.

Portava la mia fronte come colui che l’ha di pensier carca = similitudine (v. 40-41). Cioè: "tenevo la fronte bassa come colui che l'ha carica di pensieri".

Che fa di sé un mezzo arco di ponte = similitudine (v. 42). Cioè: "che tiene la sua persona curvata come una mezza arcata di ponte".

Soave e benigno = endiadi (v. 44).

Mortal marca = anastrofe (v. 45). Cioè: "mondo mortale, mondo terreno".

Con l’ali aperte, che parean di cigno = similitudine (v. 46). Cioè: "stando con le ali aperte e bianche come quelle di un cigno".

La guida mia = anastrofe (v. 53). Cioè: "la mia guida".

Quell’antica strega = perifrasi (v. 58). Per indicare la cupidigia dei beni terreni.

Batti a terra le calcagne = metonimia (v. 61). Cioè: "affretta il passo", la causa per l'effetto.

Lo rege etterno = perifrasi (v. 63). Cioè: "il re eterno", per indicare Dio.

Quale ‘l falcon, che prima a’ pié si mira, indi si volge al grido e si protende per lo disio del pasto che là il tira, tal mi fec’ io = similitudine (vv. 64-67). Cioè: "Come il falcone, che prima guarda a terra e poi si volge al richiamo del padrone e vola per il desiderio del cibo che lo attira, così feci io".

Si fende / la roccia = enjambement (vv. 67-68).

Li alti saliri = sineddoche (v. 78). Cioè: "la via per salire", il plurale per il singolare.

Al segnor mio = anastrofe (v. 85). Cioè: "al mio signore".

Una fiumana bella = anastrofe (v. 101). Cioè: "un bel fiume, un bel torrente".

Prova’ io = anastrofe (v. 103). Cioè: "io provai".

Che piuma sembran tutte l’altre some = similitudine (v. 105). Cioè: "ogni altra carica al confronto (di quella del pontefice) sembra leggera come una piuma".

Come / pesa = enjambement (v. 103-104).

Dal fango = perifrasi (v. 104). Per indicare la corruzione.

Fatto fui = anastrofe (v. 107). Cioè: "fui fatto".

Roman pastore = anastrofe (v. 107). Cioè: "pastore romano", ovvero papa.

Partita / da Dio = enjambement (v. 112). Cioè: "separata da Dio".

Non s’aderse / in alto = enjambement (vv. 118-119). Cioè: "non si levò in alto".

Come avarizia spense a ciascun bene lo nostro amore, onde operar perdési, così giustizia qui stretti ne tene, ne’ piedi e ne le man legati e presi = similitudine (vv. 121-124). Cioè: "E come l'avarizia ci tolse l'amore verso ogni bene spirituale, così che perdemmo la possibilità di ben operare, così qui la giustizia ci tiene immobilizzati, legati nelle mani e nei piedi".

Giusto Sire = perifrasi (v. 125). Per indicare Dio.

Immobili e distesi = endiadi (v. 126).

Sono / teco = enjambement (vv. 134-135).

Così ragiono = anastrofe (v. 138). Cioè: "ragiono così".


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