Purgatorio Canto 11 - Figure retoriche


Tutte le figure retoriche presenti nell'undicesimo canto del Purgatorio (Canto XI) della Divina Commedia di Dante Alighieri.

Qui di seguito trovate tutte le figure retoriche dell'undicesimo canto del Purgatorio. In questo canto Dante e Virgilio incontrano le anime dei superbi (che recitano il Pater noster) tra cui Oderisi da Gubbio, Omberto Aldobrandeschi e Provenzan Salvani. Per una migliore comprensione del testo vi consigliamo di leggere la parafrasi del Canto 11 del Purgatorio.


Le figure retoriche

Ne’ cieli stai = anastrofe (v. 1). Cioè: "che sei nei cieli".

Laudato sia ‘l tuo nome = perifrasi (v. 4). Per indicare il figlio.

E ‘l tuo valore = perifrasi (v. 4).Per indicare la potenza del Padre.

Al tuo dolce vapore = perifrasi (v. 6). Per indicare il soffio dello Spirito Santo.

Come del suo voler li angeli tuoi fan sacrificio a te, cantando osanna, così facciano li uomini de’ suoi = similitudine (vv. 10-12). Cioè: "Come i tuoi angeli dedicano a te tutta la loro volontà, cantando 'osanna', così facciano gli uomini della loro volontà".

Li angeli tuoi = anastrofe (v. 10). Cioè: "i tuoi angeli".

Cotidiana manna = anastrofe (v. 13). Cioè: "pane quotidiano".

E come noi lo mal ch’avem sofferto perdoniamo a ciascuno, e tu perdona benigno, e non guardar lo nostro merto = similitudine (vv. 17-18). Cioè: "E come noi perdoniamo a tutti il male che abbiamo subito, anche tu perdonalo a noi, benevolo, e non guardare i nostri meriti".

Andavan sotto ‘l pondo, simile a quel che tal volta si sogna = similitudine (vv. 26-27). Cioè: "andavano sotto il peso (del masso), simile a quello che a volte si sogna (incubo notturno)".

Pondo = latinismo (v. 26). Cioè: "peso".

Mondi e lievi = endiadi (v. 35). Cioè: "puri e leggeri".

Se giustizia e pietà vi disgrievi tosto = metafora (vv. 37-38). Cioè: "Possa la giustizia e la pietà liberarvi dal peso del peccato".

Vi disgrievi / tosto = enjambement (vv. 37-38).

Sì che possiate muover l’ala = metafora (v. 38). Per indicare l'ascensione al cielo.

Il disio vostro = anastrofe (v. 39). Cioè: "il vostro desiderio".

Lo ‘ncarco / de la carne = enjambement (vv. 43-44).

La carne d’Adamo = perifrasi (v. 44). Per indicare il corpo.

Il passo / possibile = enjambement (vv- 50-51).

Cervice = sineddoche (v. 53). Per indicare il capo.

E videmi e conobbemi e chiamava = enumerazione (v. 76).

Li occhi con fatica fisi = iperbato (v. 77). Cioè: "gli occhi fissi".

Fisi / a me = enjambement (vv. 77-78).

Disio / de l’eccellenza = enjambement (vv. 86-87).

Oh vana gloria de l’umane posse = apostrofe (v. 91).

Credette Cimabue ne la pittura tener lo campo, e ora ha Giotto il grido, sì che la fama di colui è scura: così ha tolto l’uno a l’altro Guido la gloria de la lingua = similitudine (vv. 94-98). Cioè: "Cimabue credette di dominare nella pittura, mentre ora è Giotto il maestro e ha oscurato la sua fama: allo stesso modo Guido (Cavalcanti) ha tolto all'altro Guido (Guinizelli) la gloria della lingua".

Non è il mondan romore altro ch’un fiato di vento, ch’or vien quinci e or vien quindi, e muta nome perché muta lato = similitudine (vv. 100-102). Cioè: "La fama terrena non è altro che un alito di vento, che ora spira da una parte e ora dall'altra, e cambia nome a seconda della direzione".

Fiato / di vento = enjambement (vv. 100-101).

Il ‘pappo’ e ‘l ‘dindi’ = onomatopea (v. 105). Per indicare il cibo (pane) e i denari.

Più corto / spazio = enjambement (vv. 106-107).

Ch’è più corto spazio a l’etterno, ch’un muover di ciglia al cerchio che più tardi in cielo è torto = similitudine (vv. 106-108). Cioè: "Questo è un tempo brevissimo rispetto all'eternità, più breve di un batter di ciglia rispetto al movimento del cielo che si muove più lentamente".

A pena in Siena sen pispiglia = allitterazione della p e della s (v. 111).

Pispiglia = onomatopea (v. 111).

Che superba fu a quel tempo sì com’ora è putta = similitudine (vv. 113-114). Cioè: "che a quel tempo era superba così come ora si vende per denaro (volta alla corruzione)".

La vostra nominanza è color d’erba, che viene e va = metafora(vv. 115-116). Cioè: "La vostra fama è come il verde dell'erba, che va e viene". Per indicare la brevità della gloria.

Fu presuntuoso / a recar = enjambement (vv. 122-123).

Rende / a sodisfar = enjambement (vv. 125-126).

L’amico suo = anastrofe (v. 136). Cioè: "il suo amico".


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