Purgatorio Canto 8 - Figure retoriche


Tutte le figure retoriche presenti nell'ottavo canto del Purgatorio (Canto VIII) della Divina Commedia di Dante Alighieri.


Qui di seguito trovate tutte le figure retoriche dell'ottavo canto del Purgatorio. In questo canto ancora ambientato nella valletta dei principi negligenti vi sono le anime che intonano la preghiera della sera e mettono in fuga il serpente tentatore. Qui Dante incontra anche Nino Visconti e Corrado Malaspina. Per una migliore comprensione del testo vi consigliamo di leggere la parafrasi del Canto 8 del Purgatorio.



Le figure retoriche

Il disio / ai navicanti = enjambement (vv. 1-2).

Il core / lo = enjambement (vv. 2-3). Cioè: "il loro cuore".

D’amore / punge = enjambement (vv. 4-5).

Se ode squilla di lontano che paia il giorno pianger che si more = similitudine (vv. 5-6). Cioè: "se egli sente il suono lontano di una campana che sembra piangere il giorno che finisce".

A render vano / l’udire = enjambement (vv. 7-8).

Dolcemente e devote = endiadi (v. 16).

L’inno intero = anastrofe (v. 17). Cioè: "l'intero inno".

Chè ‘l velo è ora ben tanto sottile, certo che ‘l trapassar dentro è leggero = iperbole (vv. 20-21). Cioè: "poiché il velo allegorico è qui così sottile che è facile passarvi attraverso".

Riguardare in sùe quasi aspettando = similitudine (vv. 23-24). Cioè: "guardare verso l'alto come in attesa".

Verdi come fogliette pur mo nate erano in veste = similitudine (vv. 28-29). Cioè: "indossavano vesti di un colore verde simile a quello delle foglioline appena nate".

La testa bionda = sineddoche (v. 34). Il tutto per la parte, la testa anziché i capelli.

L’occhio si smarria, come virtù ch’a troppo si confonda = similitudine (vv. 35-36). Cioè: "il mio sguardo si smarriva nel loro volto, come quando la facoltà visiva è sopraffatta da un'immagine troppo forte".

A le fidate spalle = sineddoche(v. 42). La parte per il tutto, per indicare Virgilio, la guida fidata.

Mirava / pur me = enjambement (vv. 47-48).

Come conoscer mi volesse = similitudine (v. 48). Cioè: "come se mi volesse riconoscere".

I luoghi tristi = perifrasi (v. 58). Per indicare l'inferno.

In dietro si raccolse come gente di sùbito smarrita = similitudine (vv. 62-63). Cioè: "si trassero indietro come persone improvvisamente smarrite per la meraviglia".

Assai di lieve = antitesi (v. 76). Cioè: "molto facilmente".

Non le farà sì bella sepultura la vipera che Melanesi accampa, com’avria fatto il gallo di Gallura = similitudine (vv. 79-81). Cioè: "La vipera che i Milanesi pongono sullo stemma non onorerà tanto la sua tomba, così come avrebbe fatto il gallo dei Signori di Gallura".

In core avvampa = metafora (v. 84).

Sì come rota più presso a lo stelo = similitudine (v. 87). Cioè: "così come una ruota gira più lentamente vicino al suo asse".

‘l nostro avversaro = perifrasi (v. 95). Per indicare il demonio.

Non si sfregia / del pregio = enjambement (vv. 128-129).

Or va; che ‘l sol non si ricorca sette volte nel letto che ‘l Montone con tutti e quattro i piè cuopre e inforca = perifrasi (vv. 133-135). Per dire "non passeranno sette anni".


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