Purgatorio Canto 4 - Figure retoriche


Tutte le figure retoriche presenti nel quarto canto del Purgatorio (Canto IV) della Divina Commedia di Dante Alighieri.

Qui di seguito trovate tutte le figure retoriche del quarto canto del Purgatorio. In questo canto Dante e Virgilio incominciano la salita del monte del purgatorio, ed essendo lunga e ripida, Dante scoraggiato avverte subito l'immane fatica che dovrà affrontare. Virgilio gli spiega che è dovuto al peso del peccato a cui è sottoposto e che man mano se ne sarà liberato il percorso gli sarà più facile ed agevole.  Per una migliore comprensione del testo vi consigliamo di leggere la parafrasi del Canto 4 del Purgatorio.



Le figure retoriche

Che crede / ch’un’anima = enjambement (vv. 5-6).

O vede / che tegna forte = enjambement (v. 7-8).

Salito era = anastrofe (v. 15). Cioè: "era salito".

Salito era / lo sole = enjambement (vv. 15-16).

Quando venimmo = enjambement (vv. 16-17).

Maggiore aperta molte volte impruna con una forcatella di sue spine l’uom de la villa quando l’uva imbruna, che non era la calla onde saline lo duca mio, e io appresso, soli, come da noi la schiera si partìne = similitudine (vv. 19-24). Cioè: "Molto più aperto è il buco che spesso il contadino riempie con una manciata di spine di pruno quando l’uva comincia a maturare, rispetto al sentiero attraverso il quale salì il mio maestro e io dietro di lui".

Con le piume / del gran disio = enjambement (vv. 28-29).

Il poggio tutto gira = anastrofe (v. 48). Cioè: "circonda tutto il monte".

Stava / stupido = enjambement (vv. 58-59).

Carro de la luce = perifrasi (v. 59). Per indicare il sole.

Specchio che sù e giù del suo lume conduce = perifrasi (vv. 62-63). Per indicare il sole.

In su la terra stare = anastrofe (v. 69). Cioè: "stare sulla Terra"

Unquanco non vid’io chiaro sì com’io discerno là dove mio ingegno parea manco, che ‘l mezzo cerchio del moto superno, che si chiama Equatore in alcun’arte, e che sempre riman tra ‘l sole e ‘l verno, per la ragion che di’, quinci si parte verso settentrion = similitudine (vv. 76-83). Cioè: "non ho mai compreso così chiaramente alcuna cosa, davanti alla quale il mio ingegno pareva insufficiente, come ora comprendo che il cerchio mediano della rotazione celeste, che in astronomia si chiama Equatore, e che rimane sempre tra il sole e l’inverno, per il motivo che tu dici, si allontana da questo monte verso settentrione, mentre gli Ebrei lo vedevano allontanarsi verso il sud".

Discerno / là dove = enjambement (vv. 77-78).

Tra ‘l sole e ‘l verno = metonimia (v. 81).

Si parte / verso settentrion = enjambement (v. 82-83).

Calda parte = anastrofe perifrasi(v. 84). Cioè "la zona calda", per indicare il sud.

Volontier saprei / quanto = enjambement (vv. 85-86)

Che sù andar ti fia leggero com’a seconda giù andar per nave = similitudine (vv. 92-93). Cioè: "che il salire sarà per te agevole come per una nave scendere la corrente di un fiume".

Di riposar l’affanno aspetta = anastrofe (v. 95). Cioè: "aspetta che si plachi l'affanno".

Stavano a l’ombra dietro al sasso come l’uom per negghienza a star si pone = similitudine (v. 104-105). Cioè: "(le anime) stavano all'ombra dietro il sasso, come qualcuno che riposa negligente".

Per negghienza a star si pone = anastrofe (v. 105). Cioè: "nella posizione che si assume per negligenza".

‘l viso = sineddoche (v. 108). La parte per il tutto, il viso anziché la testa.

E poscia / ch’a lui = enjambement (vv. 117-118).

Non dole / di te = enjambement (vv. 123-124).

Assiso quiritto se’ = anastrofe (v. 124-125). Cioè: "perché sei seduto proprio qui".

Lo modo usato = anastrofe (v. 126). Cioè: "le vecchie abitudini".

A la riva / cuopre = enjambement (vv. 138-139).


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