Inferno Canto 34 - Figure retoriche


Tutte le figure retoriche presenti nel trentaquattresimo canto dell'Inferno (Canto XXXIV) della Divina Commedia di Dante Alighieri.

Qui di seguito trovate tutte le figure retoriche del trentaquattresimo canto dell'Inferno. In questo canto i due poeti si trovano nella quarta zona di Cocito, chiamata la Giudecca, dove sono puniti i traditori dei benefattori. Personaggio di spicco del canto è Lucifero che infierisce con le sue tre bocche ai dannati Giuda, Bruto e Cassio. Infine escono dall'Inferno arrampicandosi su Lucifero. Per una migliore comprensione del testo vi consigliamo di leggere la parafrasi del Canto 34 dell'Inferno.



Le figure retoriche

Regis inferni = perifrasi (v. 1). Cioè: "re dell'Inferno". Per indicare Lucifero.

Come quando una grossa nebbia spira, o quando l’emisperio nostro annotta, par di lungi un molin che ’l vento gira, veder mi parve un tal dificio allotta = similitudine (vv. 4-7). Cioè: "Come quando c'è una nebbia fitta o quando nel nostro emisfero cala la notte, e appare in lontananza un mulino a vento, così allora mi parve di vedere un'enorme costruzione".

Veder mi parve = anastrofe (v. 7). Cioè: "mi parve di vedere".

Trasparien come festuca in vetro = similitudine (v. 12). Cioè: "trasparenti come una pagliuzza nel vetro".

Com’arco, il volto a’ piè rinverte = similitudine (v. 15). Cioè: "come fa l’arco, riversano il viso verso i piedi".

Fortezza t’armi = anastrofe (v. 21). Cioè: "ti armi di coraggio".

Io non mori’ e non rimasi vivo = antitesi (v. 25).

A guisa di maciulla = similitudine (v. 56). Cioè: "come una gramola".

E aggrappossi al pel com’om che sale = similitudine (v. 80). Cioè: "e si aggrappò al pelo come uno che sale".

Ansando com’uom lasso = similitudine (v. 83). Cioè: "ansimando come un uomo affaticato".

E vidili le gambe in sù tenere = anastrofe (v. 90). Cioè: "invece vidi che teneva le gambe per aria".

Mal suolo = anastrofe (v. 99). Cioè: "suolo sconnesso".

Lume disagio = anastrofe (v. 99). Cioè: "poca luce".

Che ’l mondo fóra = anastrofe (v. 108). Cioè: "che buca il mondo".

L’uom che nacque e visse sanza pecca = perifrasi (v. 115). Per indicare Gesù, l'uomo che nacque e visse senza peccato.

Come prim’era = anastrofe (v. 120). Cioè: "come era prima".

A l’emisperio nostro = anastrofe (v. 124). Cioè: "nel nostro emisfero".


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