Inferno Canto 14 - Figure retoriche


Tutte le figure retoriche presenti nel quattordicesimo canto dell'Inferno (Canto XIV) della Divina Commedia di Dante Alighieri.

Qui di seguito trovate tutte le figure retoriche del quattordicesimo canto dell'Inferno. Il canto in cui sono puniti i violenti contro Dio (tra cui i bestemmiatori). Vengono descritti il sabbione infuocato e la pioggia in fiamme e, inoltre, Virgilio racconta a Dante del gigante Capaneo e dell'origine dei fiumi infernali. Per una migliore comprensione del testo vi consigliamo di leggere la parafrasi del Canto 14 dell'Inferno.



Le figure retoriche

Natio loco = anastrofe (v. 1). Sta a significare "patria natia".

Quali Alessandro in quelle parti calde d’India vide sopra ’l suo stuolo fiamme cadere infino a terra salde, per ch’ei provide a scalpitar lo suolo con le sue schiere, acciò che lo vapore mei si stingueva mentre ch’era solo: tale scendeva l’etternale ardore = similitudine (vv. 31-37). Sta a significare "Come Alessandro Magno nelle calde regioni dell'India vide cadere intatte sino a terra delle fiamme sulle sue truppe, per cui diede ordine ai soldati di scalpicciare il suolo in quanto il vapore si estingueva meglio prima di propagarsi: Così scendevano quelle fiamme eterne".

Com’esca sotto focile, a doppiar lo dolore = similitudine (vv. 38-39). Sta a significare "proprio come l'esca con l'acciarino, per accrescere il dolore".

Quindi...quinci = figura etimologica (v. 41).

Arsura fresca = ossimoro (v. 42). Sta a significare "calura fresca", detto in tono ironico.

Con miglior labbia = metonimia (v. 67). Sta a significare "con aspetto più sereno", il concreto per l'astratto.

Quale del Bulicame esce ruscello che parton poi tra lor le peccatrici, tal per la rena giù sen giva quello = similitudine (vv. 79-81). Sta a significare "Come dal Bulicame esce un ruscello che poi le prostitute si dividono, così quel fiumiciattolo scorreva giù per la sabbia".

Lo fondo suo = anastrofe (v. 82). Sta a significare "il suo fondale".

Tra tutto l’altro t’ho dimostrato
= allitterazione della t (v. 85).

Duca mio = anastrofe (v. 91). Sta a significare "mio maestro".

La sua testa è di fin oro formata, e puro argento son le braccia e ’l petto, poi è di rame infino a la forcata da indi in giuso è tutto ferro eletto, salvo che ’l destro piede è terra cotta = climax discendente (vv. 106-110).

Che lagrime goccia = anastrofe (v. 113). Sta a significare "che sgorga lacriime".

Enjambements = vv. 1-2; 5-6; 10-11; 16-17; 31-32; 38-39; 43-44; 46-47; 61-62; 97-98; 100-101; 130-131; 139-140.


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