Purgatorio Canto 17 Analisi e Commento


Spiegazione, analisi e commento degli avvenimenti del diciassettesimo canto del Purgatorio (Canto XVII) della Divina Commedia di Dante Alighieri.
Dante ritratto da Raffaello Sanzio


Analisi del canto

La struttura del canto
Il canto è suddiviso quasi esattamente in due sequenze. La prima (vv. 1-69) è dinamica, di natura narrativa e descrittiva: segna il passaggio dalla cornice degli iracondi a quella degli accidiosi, con i consueti elementi strutturali delle visioni di ira punita e dell'incontro con l'angelo. La seconda parte (vv. 70-139) è invece statica, di natura espositiva: in coincidenza con la sosta notturna (altro dato costituzionale del Purgatorio), si apre una nuova sezione dottrinaria con l'esposizione della teoria dell'amore.


La teoria dell'amore e la struttura morale del purgatorio
Esattamente alla metà della cantica, e quindi in posizione strategica e significativa, Dante inserisce la trattazione sulla natura dell'amore, da cui deriva la suddivisione dei vizi nelle varie cornici. Essa completa l'esposizione di Marco Lombardo, nel canto XVI, sul perché del male nel mondo, e prepara quella del canto successivo sull'essenza dell'amore.

Il ragionamento si articola in questi punti cardine:
  • l'uomo è sempre mosso dall'amore, che può essere naturale o razionale;
  • l'amore razionale può portare al peccato, poiché dipende dalla volontà umana;


Si può dunque peccare in tre direzioni:
  1. per amore rivolto a un oggetto o scopo malvagio (prime tre cornici: superbi, invidiosi e iracondi);
  2. per scarsa volontà ed energia impiegata nell'amore del bene (quarta cornice: accidiosi);
  3. per eccesso di amore verso i beni fallaci della terra (ultime tre cornici: avari, golosi, lussuriosi);

Tutto nasce comunque da una forza d'amore, poiché tutto deriva da Dio che è Amore supremo. Da questa teoria dell'amore deriva la struttura del monte del Purgatorio, e la distribuzione dei penitenti sulle varie cornici.


Poesia e dottrina
Tutta la trattazione di Virgilio sull'amore offre una nuova e più chiara dimostrazione della struttura filosofica e retorica della cultura scolastica di Dante. Il ragionamento teologico di così alta importanza richiede l'impiego di concetti dottrinari e di strutture linguistiche ardue a una comprensione immediata, che preparano alle esposizioni delle sempre più alte verità divine cui Dante sta per attingere qui in Purgatorio, e che costituiranno l'essenza fondamentale della poesia del Paradiso. Già il successivo canto XVIII ne fornirà un opportuno esempio. Così, a partire dal v. 91, leggiamo un classico esempio di esposizione e logica scolastiche: si parte da un'affermazione generale che ha i caratteri della verità di fede inconfutabile, e da questa si articolano le ordinate deduzioni e le schematiche precisazioni.


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