L'abito non fa il monaco


Cosa significa il proverbio italiano "L'abito non fa il monaco": origine, spiegazione e come si usa nella lingua italiana.

L'abito non fa il monaco è un noto proverbio italiano che nonostante i tempi viene utilizzato comunemente e anche con varianti più moderne e attinenti al contesto; quante volte ve lo siete sentiti dire oppure quante volte lo avete sentito dire verso altri vostri coetanei? Ma cosa significa esattamente avere o non avere l'abito del monaco e poi indossarlo ma senza esserlo?

La versione latina corrispondente a questo proverbio è "In vestimentis non est sapientia mentis", che traddotto letteralmente significa la saggezza della mente non risiede negli abiti.

La versione inglese più simile è "The gown does not make the friar" che letteralmente si traduce in "la tonaca non fa il frate".



Significato

Questo proverbio sta a significare che l'apparenza molte volte non corrisponde alla realtà; perciò bisogna essere cauti nel giudicare gli altri.
I monaci indossano la tonaca che in genere è dotata di cappuccio, e quando vediamo una persona vestita in tale modo la prima cosa che ci viene in mente è che faccia parta del mondo religioso... ma potrebbe anche essere un ladro o comunque un malintenzionato che si è travestito da monaco/frate per agire indisturbato e senza destare sospetti. Non credo che sia la prima volta per voi vedere film o scene teatrali di questo tipo, è un classico travestirsi da persone apparentemente innocue per compiere atti malvagi o ingannantori. Infatti un altro popolare proverbio molto correlato a questo dice "l'apparenza inganna", pertanto non bisogna mai fermarsi solo alle apparenze sia che suscitano sensazione positive sia negative, bisogna sempre guardare più a fondo una persona per essere certi di conoscerla davvero. Sebbene sia sbagliato giudicare gli altri, sarebbe più corretto giudicarla in base alle sue azioni che in base all'aspetto esteriore.

Nel caso specifico dell'abito da monaco, non basta indossarlo per essere considerati monaci. Lo stesso discorso si può applicare anche per un vestito elegante e costoso, infatti non basta indossarlo per essere considerati persone di un elevato ceto sociale perché il modo di fare, il comportamento e l'esperienza in generale continuano ad essere quelli di sempre.

Altro esempio: non basta nemmeno indossare un camice e uno stetofonendoscopio per diventare medici, bisogna eseguire un certo percorso di studio e formativo.


Al contrario, l'abito fa il monaco, in assenza dell'avverbio di negazione ("non") sta a significare che se una persona indossa un abito adatto potrebbe acquistare autostima e prestigio, permettendogli di mettere in risalto la sua vera personalità, che prima risultava nascosta.



Origine

Come al solito l'origine dei proverbi non è "quasi" mai attendibile ma è possibile solo formulare delle ipotesi a riguardo.

Può essere che derivi dall'antico detto latino "Cucullus non facit monachum" la cui traduzione italiana è "Il cappuccio non fa il monaco". In epoca medievale molti viaggiatori erano monaci e ricevevano ovunque ospitalità per via dell'abito che indossavano; ma come abbiamo già detto, non erano solo i monaci a indossare la tunica, ma anche persone con ben altri scopi.

Nel XI secolo in un ammonimento di Sant'Anselmo troviamo la frase proverbiale "Non tonsura facit monachu, sed virtus animi", la cui traduzione italiana è "Non è la tosatura a fare il monaco, ma la virtù dell'animo.". Sebbene le parole usate sia diverse, il significato rimane immutato.


Il proverbio così com'è viene citato da Alessandro Manzoni nel capitolo 19 dei Promessi Sposi: durante il dialogo tra il Conte zio e il Padre provinciale dove quest'ultimo aveva preso le difese di Fra Cristoforo e sulla "gloria dell'abito".
Padre provinciale: È la gloria dell'abito questa, signor conte, che un uomo, il quale al secolo ha potuto far dir di sé, con questo indosso, diventi un altro. E da che il padre Cristoforo porta quest'abito...
Conte zio: Vorrei crederlo: lo dico di cuore: vorrei crederlo; ma alle volte, come dice il proverbio... l'abito non fa il monaco.
Manzoni: Il proverbio non veniva in taglio esattamente; ma il conte l'aveva sostituito in fretta a un altro che gli era venuto sulla punta della lingua: il lupo cambia il pelo, ma non il vizio.


Un proverbio simile è "la barba non fa il filosofo", ma in questo caso è attribuibile a Plutarco, scrittore e filosofo greco.



Come si usa?

Questo proverbio viene usato quando una persona appare vestita in modo diverso dal solito, per ricordargli che non basta cambiarsi gli abiti per cambiare se stessi (con tono ironico). Viene anche usato con toni provocatori proprio come ha fatto il Manzoni, sostenendo che non basta vestirsi bene per diventare una persona perbene.


ESEMPIO:
- Caspita, non ti avevo mai visto così elegante. Ma non dimenticarti che l'abito non fa il monaco.


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