Vittorio Sereni: Frontiera


Frontiera, la prima raccolta di Sereni, fu pubblicata nel 1941. La frontiera del titolo ha un valore reale e, insieme, un valore simbolico. Da una parte, infatti, si riferisce alla frontiera tra Italia e Svizzera presso cui è situata Luino, il suo paese natale, che domina, con il suo paesaggio lacustre, le liriche della raccolta. Dall'altra parte, la frontiera porta in sé anche l'idea simbolica del confine, del limite, che segna la realtà intera e la condizione umana. Il lago di Luino rappresenta in tale contesto l'al di qua, la realtà nota, la giovinezza, mentre al di là della frontiera c'è lo spazio dell'ignoto.
Scaturisce da qui il senso di sospensione e di apprensione che si coglie nelle poesie della raccolta.
Lo stile si ispira alle contemporanee ricerche degli ermetici; ma già in Frontiera (e poi, più chiaramente, nelle successive raccolte) lo sforzo di Sereni è quello di coniugare l'essenzialità e l'oscurità della parola ermetica con l'obiettivo di restare fedele alle circostanze concrete della vita, per cui si arricchisce anche di elementi e modalità narrative. Per questa ragione il linguaggio di Sereni appare fin da qui più sciolto e aperto, più comprensibile, rispetto a quello di Luzi e degli altri poeti dell'Ermetismo fiorentino.


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