Avanguardie storiche (letteratura)


Appunto di letteratura con definizione dei termini "avanguardie" e "storiche" in ambito letterario, oltre a una sintesi generale dei vari movimenti avanguardisti.
Il termine "avanguardia", è nel linguaggio militare, un reparto che precede il grosso dell'esercito, per proteggerlo da attacchi di sorpresa. Nell'Ottocento la parola acquistò anche un significato politico, designando quei gruppi estremisti che predicavano la lotta per liberare gli oppressi. Il termine avanguardie fu poi esteso (1864) dal poeta Charles Baudelaire, con senso ironico, agli artisti più rivoluzionari del suo tempo.



Agli inizi del Novecento il termine indica scrittori e artisti assai polemici verso tradizione, regole, forme e contenuti abituali delle opere d'arte. Essi rifiutavano la civiltà, quella occidentale, in ogni forma. L'elemento che principalmente distingue l'avanguardia è la rottura del canale di comunicazione con pubblico comune; lo scrittore d'avanguardia mira a creare un'opera illeggibile per questo tipo di pubblico. Si battevano per un linguaggio più istintivo e diretto, rigettando l'idea borghese dell'opera d'arte come prodotto da vendere e consumare. Si disinteressavano del bello e del buono, anzi, cercavano di provocare disgusto e scandalo. Il desiderio di un'assoluta originalità espressiva portò le avanguardie a un'idea di arte totale, capace di fondere tutti i generi e tutti gli stili. Il suo scopo non era più dire qualcosa di comprensibile, ma sperimentare un modo diverso di vivere e creare.



Le avanguardie storiche di primo Novecento

Le avanguardie di primo Novecento (le cosiddette avanguardie storiche) sorgono nell'ambito del Decadentismo, come gruppi di contestazione ancor più radicale (rispetto alle novità di Simbolismo ed Estetismo) dell'arte e della cultura tradizionali.
  • In alcuni casi l'elaborazione delle singole avanguardie interessa tutte le arti (pittura, letteratura, musica, teatro): è il caso di Futurismo, Surrealismo, Espressionismo. Alla loro base c'è infatti una visione complessiva, una filosofia del mondo, che dà vita poi a modi e linguaggi diversi di sperimentazione.
  • Altri movimenti d'avanguardia si sono limitati invece a un solo ambito: il Fauvismo e il Cubismo riguardano per esempio la sola lettura; l'acmeismo russo la poesia; la scuola dodecafonica (o scuola di Vienna, dei compositori Schonberg e Webern) la sola musica.


I movimenti avanguardisti


L'Espressionismo
L'Espressionismo tedesco mirava ad esprimere ciò che vi era di più profondo nell’uomo. Le radici di questo movimento vanno ricercate nel senso di sfiducia generata dal crollo delle illusioni e dei miti del progresso che colse, particolarmente negli anni precedenti la prima guerra mondiale, larghi strati degli intellettuali borghesi, i quali si ponevano su un piano di protesta contro l’ipocrisia. Era il loro modo di reagire, un modo confuso ma carico di un vero dramma umano. L’Espressionismo tedesco si può distinguere in tre momenti: il primo dominato dal gruppo cosiddetto Il Ponte ("Die Brücke"), il secondo legato ad una polemica a sfondo sociale, il terzo di cui il massimo esponente è stato Kandinsky. Del gruppo del PONTE(1905), facevano parte Kirchner, Heckel, Schmidt-Rottluff, Otto Mueller. Essi davano ai loro quadri una forma approssimativa, distruggevano la forma sino a giungere a macchie caotiche. Del gruppo fondato da Kandinsky nel 1912, facevano parte Franz Marc, Feininger, Campendonck, Paul Klee. Kandinsky nel suo libro sulla Spiritualità dell'arte iniziava a delineare le prime teorie sull'astrattismo. Egli credeva che l’unica realtà esistente fosse la “realtà interiore”, ribadendo l’impossibilità di “aderire” alla società del suo tempo, trasferendo su tela la sua volontà di nutrirsi soltanto di segni, di ritmi, di colori non avviliti dalla rappresentazione del mondo esteriore. La rivolta degli espressionisti fu una rivolta solitaria, infatti affinché potesse trasformarsi in rivoluzione era necessario l’innesto delle forze popolari che mancò del tutto.


I Fauves
Dal 1904 al 1908 venne creato un movimento pittorico detto Fauvisme. I maggiori esponenti furono Matisse, Braque, Marquet, Manguin. Ciò che distinse i Fauves dagli impressionisti fu l'indipendenza dal dato reale e ciò spiega le fortissime simpatie che essi provarono per ogni specie di arte primitiva e il loro conseguente rifiuto delle leggi prospettiche e quindi di profondità, volume, chiaroscuro.
Fu una pittura fatta di sensazioni rapide, violente, trasposizione lirica della visione naturale, mediante colori puri e accostati secondo leggi nuove, antinaturalistiche. Essi si rifacevano a Van Gogh , Gauguin, Toulouse-Lautrec, ai simbolisti e ai divisionisti, pur condannandone il tono letterario. In queste diverse esperienze i Fauves mantennero intatto un'eccezionale freschezza d'ispirazione. Dopo un periodo di stretta unione e dopo aver dato una serie di opere tra le più belle di quegl'anni: Luxe, calme et voluptè, di Matisse; La plage de Fècampm, di Marquet, il movimento ebbe bruscamente termine. I Fauves avvertirono ben presto il pericolo di cadere in formule meccaniche e artificiose e si volsero in altre direzioni; tra essi solo il più grande, Matisse, restò sostanzialmente aderente anche in seguito alle premesse fauves.


Il Dadaismo
Il Dadaismo fu uno dei principali movimenti artistici della prima metà del '900. Ebbe origini in Svizzera nel 1916 e si sviluppò anche a Parigi, in Germania, in Italia e persino in America. La data d'inizio del Dadaismo si considera il 5 febbraio, quando a Zurigo nacque Cabaret Voltaire. L'evento fu opera di un gruppo di intellettuali europei rifugiatisi in Svizzera per sfuggire alla guerra. Del nucleo originario facevano parte Hans Arp, Hugo Ball, Tristan Tzara, Marcel Janco, Richard Huelsenbeck e Hans Richter. Aspetti tipici delle serate del Cabaret Voltaire erano l'assenza di regole e limiti, il ricorso a provocazioni e dissacrazioni di ogni genere e la combinazione di linguaggi artistici diversi. Le caratteristiche principali del Dadaismo erano la negazione dell'arte in quanto espressione dei valori e delle convenzioni borghesi, che frenano la libertà espressiva; l'atteggiamento irrazionale e dissacratorio, in quanto strumento adatto a perseguire il fine di distruggere l'arte; la poetica della casualità, il "caso" come migliore garanzia per produrre opere d'arte originali e vicine alla vita; la fusione tra le varie arti, con un riferimento particolare alla poesia, alla pittura e alla musica.


Il Surrealismo
Il Surrealismo fu un movimento artistico-letterario nato in Francia nel 1924 ad opera di André Breton con la pubblicazione del "Manifeste surréaliste". Vero e proprio movimento d'avanguardia che ebbe la sua massima espansione nel periodo fra le due guerre. Fu una evoluzione del Dadaismo ma contrariamente a quest’ ultimo, che ebbe l'obiettivo di abbattere tutte le "restrizioni" artistiche radicate da secoli, il Surrealismo rovesciò l'idea distruttiva dadaista attribuendo all'arte un ruolo edificante suggerito dall'interiorità dell'uomo. Elementi sostanziali del pensiero surrealista furono la riconsiderazione della componente irrazionale della creatività umana e la volontà di esprimere, attraverso l'arte, le manifestazioni del subconscio: un rifiuto della logica umana e delle restrizioni della civiltà a favore di una totale libertà di espressione che trova riferimento teorico nelle innovative ricerche psicanalitiche di Freud. Il Surrealismo rivalutò il sogno, l'irrazionalità, la follia, gli stati di allucinazione, cogliendo l'essenza intima della realtà. I più grandi successi del surrealismo si ebbero nelle arti figurative, dove la fusione tra realtà e sogno si esplicò nel libero accostamento di materiali diversi. Fra i pittori che aderirono al movimento ricordiamo, J. Miró, M. Ernst, S. Dalí, G. de Chirico, R. Magritte.


Il Futurismo
Il Futurismo fu il primo movimento d'avanguardia italiano del Novecento. Il suo centro di irradiazione principale fu Milano, soprattutto grazie all'impegno del poeta Filippo Tommaso Marinetti. Fu lui a pubblicare il Manifesto del Futurismo nel 1909, primo di una lunga serie di manifesti programmatici.
Negli anni tra il 1909 e il 1910, attorno a Marinetti si riunirono, a Milano, Umberto Boccioni, Carlo Carrà e Luigi Russolo, seguiti da Giacomo Balla e Gino Severini. Nelle intenzioni degli artisti futuristi fu centrale l'esaltazione del mondo moderno e di tutte le sue espressioni: la velocità, il mondo delle macchine, l'industrializzazione delle città. Più in generale, nel Futurismo è presente un approccio ottimista, positivo, verso il progresso che interessa tutti i primi vent'anni del secolo. In questa loro visione si avvertì l'esigenza di un taglio netto, violento, con la tradizione e con l'arte del passato. Urgeva la ricerca di forme più adatte a interpretare i tempi nuovi. E queste forme furono la rappresentazione del movimento, il dinamismo, la velocità, la vibrazione della luce.


L'Astrattismo
L'Astrattismo, movimento che si sviluppò nell’arte europea agli inizi del Novecento, consistette in una semplificazione e stilizzazione delle forme, mettendo in secondo piano o eliminando del tutto la rappresentazione. Il momento della sua nascita è datato tra il 1911-1912, quando Kandinsky dipinse “Primo Acquerello Astratto”. Nell'Astrattismo venne messo in primo piano ciò che la pittura comunicava sul piano delle sensazioni. Questo tipo di pittura fu considerata una rivoluzione: l’arte perse il suo compito di rappresentare la realtà, compito che venne svolto dalla fotografia. Eliminato il soggetto e la sua rappresentazione, l’arte volle esprimere la vita psicologica ed emotiva dell’uomo. Anche il colore guadagnò nell’Astrattismo una piena dignità e non è più subordinato alla forma o al disegno. Questo movimento è divisibile in due correnti principali: L’ Astrattismo lirico, nel quale prevalse la funzione espressiva e simbolica del colore. I maggiori esponenti di questa corrente furono Kandinskij, Klee, Licini; e l’ Astrattismo geometrico
nel quale fu preponderante la funzione geometrica delle forme; si basò sullo studio della percezione e sul pensiero razionale. Si trattò di un ritorno alla linea geometrica fondamentale e all’uso dei colori primari: giallo, blu e rosso. I maggiori esponenti di questa corrente furono Mondrian, Malevic, Von Doesburg.


Il Cubismo
Il Cubismo nacque intorno al 1907 ad opera di Pablo Picasso e Georges Braque. La data d'inizio corrispose all'anno di completamento, da parte di Picasso, del celebre quadro Les Demoiselles d'Avignon. In esso l'artista sperimentò per la prima volta, in maniera sistematica il procedimento di semplificazione, deformazione e moltiplicazione dei punti di vista propria del cubismo. Il Cubismo si proponeva di offrire all'osservatore una visione totale della realtà, a prescindere da come essa si presentava allo sguardo. A questo scopo gli oggetti venivano raffigurati come se fossero stati colti da più angolature e punti di vista. L'organizzazione in una stessa immagine di lati diversi di uno stesso oggetto era, però, in contraddizione con le leggi della prospettiva tradizionale, che imponevano all'artista la scelta di un unico punto di vista centrale. Rappresentare un oggetto da diversi lati comportava un procedimento di scomposizione e ricomposizione dell'oggetto sulla tela. I quadri cubisti raffigurano forme di oggetti reali scomposte in frammenti geometrici elementari. I frammenti in molti casi assomigliano a sfaccettature di cubi o a elementi sferici, da cui la denominazione. Tra i generi pittorici tipici del Cubismo figurano interni di stanze, nature morte e ritratti.
I soggetti più ricorrenti sono personaggi in poltrona, tavolini con vassoi e bottiglie, composizioni di strumenti musicali, giornali e carte da gioco.


Comune a tutte queste avanguardie è il lavoro collettivo, per gruppi, spesso in senso organizzato e omogeneo; ciò implica il focalizzarsi di uomini e tendenze in alcuni centri (Parigi, Vienna, Zurigo, Monaco, San Pietroburgo, Berlino, Milano), le capitali europee dell'avanguardia. Alle origini di ogni movimento c'è di solito un piccolo gruppo o anche un solo intellettuale che promuove un manifesto, in cui viene delineato il programma attorno al quale si coagulano altri artisti. Ogni avanguardia, inoltre, gestisce una o più riviste, su cui viene approfondito il programma teorico e sono pubblicate alcune opere esemplari. Si verifica però anche il caso di alcuni grandi autori, come Joyce o Kafka, che rimangono isolati, non collegati a un gruppo esistente: tuttavia le loro proposte risultano così nuove e importanti da potersi senz'altro definire d'avanguardia.


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