Biografia: Virgilio Publio Marone


Riassunto biografia:

L’autore nacque ad Andes (l’odierna Pietole) presso Mantova nel 70 a.C. da una famiglia di proprietari agricoli. Dopo gli studi a Cremona e a Milano si trasferì a Roma dove mantenne vivo il ricordo e il rimpianto delle proprie terre (confiscategli in seguito alle guerre civili seguite alla morte di Cesare) e di una vita semplice e laboriosa. Divenuto famoso grazie alla composizione delle Bucoliche (brevi poesie pastorali inneggianti alla dolcezza della vita agreste e all’amore per le cose semplici) e delle Georgiche (un poemetto in cui si insegna ad amare e a curare la campagna), venne apprezzato e amato da esponenti della politica e della cultura, tra cui Mecenate che lo volle nel suo circolo.
Ottenuto il favore di Cesare Ottaviano Augusto, aderì al programma dell’imperatore di far rivivere, attraverso la poesia, quelle virtù che avevano reso grande Roma nei primi secoli: l'amor di patria, l'attaccamento alla famiglia, il rispetto del volere degli dei, il culto degli antenati, la sobrietà dei costumi, il valore in guerra.
Per esaltare le origini di Roma e quelle della stessa famiglia dell'imperatore, la gens Julia discendente da Iulo, figlio di Enea, si accinse a scrivere l'Eneide a cui lavorò fino alla morte, avvenuta a Brindisi nel 19 a.C., dopo un viaggio in Grecia.

Celebrazione di Roma
A Virgilio, un poeta vissuto molti secoli dopo Omero al tempo dell'imperatore Augusto, dobbiamo la più grande opera della letteratura latina: l'Eneide in cui sono celebrate le nobili origini di Roma e della gens Julia a cui apparteneva lo stesso imperatore.
Secondo la tradizione, la gens Julia discendeva dall'eroe troiano Enea, figlio della dea Venere e del capo troiano Anchise che, dopo la distruzione di Troia e infinite peripezie, era giunto con pochi troiani superstiti alle foci del Tevere e aveva dato origine a una nuova civiltà destinata a dominare il mondo.
Riprendendo le antiche leggende che riflettono i valori della vita semplice e virtuosa dei romani di un tempo, Virgilio voleva proporre ai suoi contemporanei un ideale grazie al quale il popolo di Roma aveva saputo costruire un'impero potente e sapientemente organizzato.
L'Eneide ha in comune con i poemi omerici l'intento celebrativo, canta, come l'Iliade e l'Odissea, le imprese di grandi eroi ma celebra la pace piuttosto che la guerra e l'accettazione del destino piuttosto che lo spirito guerriero.
Anche le stesse lotte di Enea contro i popoli nemici del Lazio sono viste come necessarie perché alla fine la pace trionfi. A differenza di Omero che ci mostra le azioni, gli avvenimenti e i comportamenti dei personaggi, Virgilio è più attento ai sentimenti che li muovono e sa entrare direttamente nel loro animo.
Omero molto raramente esprime la sua partecipazione mentre Virgilio si commuove, si emoziona, soffre e gioisce insieme ai suoi eroi.


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