Giosue Carducci: Il Comune Rustico


Parafrasi, analisi e commento della poesia Comune Rustico di Carducci.


La poesia fu scritta nell'agosto del 1885 a Piano d'Arta, un villagio delle Alpi Carniche, in Friuli nel momento in cui il poeta doveva abbandonare i luoghi in cui aveva trascorso le vacanze estive. S'immerge allora nel passato, immaginando con la fantasia come doveva essere la vita in quegli stessi luoghi, durante il periodo medievale: nasce così la rievocazione di un rustico e libero comune italiano, primo e semplice esempio di vita democratica.

Schema metrico: ode formata da 6 strofe sestine di versi endecasillabi, con rima AABCCB (nelle strofe pari i versi B sono tronchi).

Testo
O che tra faggi e abeti erma su i campi
Smeraldini la fredda ombra si stampi
Al sole del mattin puro e leggero,
O che foscheggi immobile nel giorno
Morente su le sparse ville intorno
A la chiesa che prega o al cimitero
Che tace, o noci de la Carnia, addio!
Erra tra i vostri rami il pensier mio
Sognando l'ombre d'un tempo che fu.
Non paure di morti ed in congreghe
Diavoli goffi con bizzarre streghe,
Ma del comun la rustica virtú
Accampata a l'opaca ampia frescura
Veggo ne la stagion de la pastura
Dopo la messa il giorno de la festa.
Il consol dice, e poste ha pria le mani
Sopra i santi segnacoli cristiani:
— Ecco, io parto fra voi quella foresta
D'abeti e pini ove al confin nereggia.
E voi trarrete la mugghiante greggia
E la belante a quelle cime là.
E voi, se l'unno o se lo slavo invade,
Eccovi, o figli, l'aste, ecco le spade,
Morrete per la nostra libertà. —
Un fremito d'orgoglio empieva i petti,
Ergea le bionde teste; e de gli eletti
In su le fronti il sol grande feriva.
Ma le donne piangenti sotto i veli
Invocavan la madre alma de' cieli.
Con la man tesa il console seguiva:
— Questo, al nome di Cristo e di Maria,
Ordino e voglio che nel popol sia. —
A man levata il popol dicea, Sí.
E le rosse giovenche di su 'l prato
Vedean passare il piccolo senato,
Brillando su gli abeti il mezzodí.

Analisi del testo
Insieme ai ricordi autobiografici, le Rime nuove danno spazio anche ai ricordi storici, alle rievocazioni di momenti del passato, così significative, secondo Carducci, per gli ideali civili e morali che racchiudono. Nasce così questo quadro di vita comunale, ambientato poco dopo l'anno Mille, nei tempi più puri delle origini del libero comune.
Il comune rustico qui descritto è ovviamente frutto di fantasia e idealizzazione. Lo stesso poeta parla di una visione in virtù della quale la rievocazione assume un tono leggendario, e insieme, epico: giovani contenti di combattere per la libertà, donne in lacrime nel presagire le battaglie, il console acclamato, il popolo unanime nel pensiero. Nel comune rustico il console distribuisce i compiti alla piccola comunità, per la pace e per la guerra. E contrariamente a quanto Carducci afferma altrove, qui egli attribuisce, con correttezza storica, un valore positivo al cristianesimo, fondamento dell'esperienza comunale.
Lo scopo del testo è affermare l'esemplarità di un periodo storico in cui regnava la correttezza politica e morale. Non solo epoca, ma anche il luogo è importante: nel villaggio la vita è semplice e schietta, lontanissima dalla confusione, dagli egoismi, dalle trame della vita cittadina. Tutto ciò suona, indirettamente, come un'accusa al mondo contemporaneo : la società che il poeta rievoca non può che vivere in un lontano passato. Il significato del testo è dunque la nostalgia di una vita improntata al rispetto dei valori umani, etici, politici, fondati su una democrazia diretta e popolare, ambientata in un territorio egreste.
Lo stile risulta solenne e di registro elevato. L'esordio presenta una sintassi complessa, con la disgiunzione O che... o che, attraverso cui vengono messe in rilievo le immagini del paesaggio. Nell'intera lirica le scelte lessicali risultano colte, come sempre in Carducci; sono latinismi per esempio i termini erma, ville, segnacoli, parto (per divido) alma, ergea ecc.
Interessante il ricorso alla personificazione:
-Osserviamo le due personificazioni della chiesa che prega e del cimitero che tace, utili a rivelare la vitalità del paesaggio.
-Il procedimento investe anche gli animali: si vedano nell'ultima sestina le rosse giovenche che assistono alla riunione del senato, un particolare no privo di un implicita sfumatura comica.

Commento
Due sono gli elementi della lirica: il paesaggio e il piccolo senato. Il paesaggio, una località della Carnia è visto nel suo aspetto attuale, che si suppone non diverso da quello di altri tempi: molte piante, poche case strette attorno alla chiesa o al cimitero. Ma non è un paesaggio statico. Il mutar dell'ombra (il mattino, sui prati di un verde purissimo; la sera, sulle ville sparse intorno a la chiesa o al cimitero) crea le variazioni nella sinfonia dei colori, e infonde nelle cose un carattere di raccoglimento.
Il secondo elemento è dato dagli uomini del passato. Sono semplici montanari che nell'atto di assumere, con consapevole dignità, i loro impegni per il bene comune, acquistano la maestà di personaggi epici e diventano espressione dei più alti ideali della vita umana: libertà, operosità, solidarietà, amor di patria. Così li vede il poeta nella sua nostalgica rievocazione del passato.


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