Riassunto 7 capitolo I Malavoglia


Riassunto:

Per i Malavoglia fu un brutto Natale, perché anche Luca dovette partire per la leva militare. ‘Ntoni accompagna il fratello alla stazione consolandolo dicendogli che aveva fatto anche lui il soldato. Quel giorno pioveva e Luca ripeteva che non c’era bisogno che lo accompagnassero alla stazione, baciò la mano al nonno e alla mamma, e abbracciò i fratelli. Il nonno diceva che lui non avrebbe scritto per denaro e se voleva Dio, poteva risollevare la casa del nespolo. Quando giunse la notizia della sua morte, alla mamma rimase il dolore di averlo fatto partire con la pioggia senza accompagnarlo alla stazione. Intanto viene rimessa in mare la Provvidenza e i Malavoglia avevano fatto festa. Barbara mentre scopa vede Mena e gli raccomanda di passare da quelle parti anche se il padre aveva finito di aggiustare la barca. ‘Ntoni rispose e le assicurò che si sarebbero visti ugualmente, perché quella era la strada più corta per andare nella sciara, anche se doveva impegnarsi con il lavoro. Compare Zuppiddu aveva fatto proprio un bel lavoro nell’aggiustare la Provvidenza se ne complimentarono tutti. La Longa aveva ricominciato a sorridere e Mena piangeva dalla contentezza. Compare Alfio vede Mena e le domanda se si sarebbe sposata con Brasi, ma non ne sapeva nulla. Nonostante che la Provvidenza fosse stata rimessa in mare padron Cipolla era perplesso invece zio Crocifisso era tranquillo perché aveva venduto il debito a Piedipapera, il sensale. Mentre la Provvidenza veniva messa in mare tutti gioirono e la Longa si ricordò con tristezza del povero marito, però vedendo la figlia pensierosa le disse che appena finito di pagare il debito avrebbero pensato pure a lei. Ritorna padron ‘Ntoni carico di reti da aggiustare dicendo che voleva andare al più presto a pescare per saldare il debito perché volevano rimanere nella loro casa. Erano quelli anni molto duri per tutti: la pesca era scarsa e c’erano molte tasse e tutti si lamentavano e bestemmiavano. Quelli più ricchi non uscivano di casa perché erano molto preoccupati per i loro averi. A Torezza si doveva rinnovare il Consiglio e il Sindaco e quindi c’erano certe discussioni di disagio economico e malcontento perché le tasse da pagare erano troppe, infatti volevano cambiare Sindaco e Consiglio ma non c’erano altri ricchi e che sapessero fare e svolgere quella carica. Piedipapera a sentire quelle cose sul conto degli addetti al Comune ordinò all’inserviente di far stare tutti zitti ma poi i pettegolezzi e gli insulti cominciano ad espandersi. Tutti si ammazzavano a parole parlando male di quelli che gli stavano accanto e di quelli che non c’erano. Alla fine il segretario verso mezzogiorno sciolse la seduta senza concludere nulla e chi aveva preso parte si dileguò lentamente dalla piazza chiacchierando sugli improperi che s’erano detti Piedipapera e la Zuppidda. ‘Ntoni seppe delle chiacchiere e voleva fargli vedere che era stato soldato (a Piedipapera). Lo incontrò mentre veniva dalla sciara vicino alla casa dei Zuppiddi e cominciò a dirgli che era una carogna ed era venuto a dirgliene quattro. Piedipapera gli disse che era uno sbruffone e una spaccamontagne. A sentire le loro grida si era radunata intorno a loro molta folla mentre cominciarono a far a pugni e mordendosi come i canii, tanto che ‘Ntoni dovette ficcarsi nel cortile dei Zuppiddi perché aveva la camicia strappata e Piedipapera fu condotto a casa tutto insanguinato. I Zuppiddi medicarono il ragazzo mentre questi chiedeva di sposare la figlia di Barbara. Essi acconsentirono e se suo nonno era d’accordo il matrimonio si poteva combinare. Tornato a casa già i Malavoglia avevano saputo tutto e si aspettavano a momenti che l’usciere venisse a scacciarli dalla loro casa giacché era Pasqua e non avevano il denaro del debito. Il nonno e la madre lo rimproverarono perché non poteva prendere Barbara senza il loro permesso, e poi per prima si doveva sposare Mena. ‘Ntoni cominciò a lamentarsi dicendo che ora che aveva trovato una ragazza non poteva pigliarsela e ribatteva che Luca se la passava meglio di lui e rimpiangeva di essere ritornato a casa.


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