Riassunto 10 capitolo I Malavoglia


Riassunto:

‘Ntoni andava a mare tutti i santi giorni anche quando il mare era cattivo, perché i Malavoglia dovevano guadagnarsi il pane, anche se era rischioso. I Malavoglia quando facevano buona pesca erano contenti e il prezzo siccome lo stimava il sensale Piedipapera, quando avevano del denaro una parte lo consegnavano per il debito e l’altro per la spesa. Mena poté ritornare in chiesa e qualcuno le metteva gli occhi addosso. ‘Ntoni era infuriato poiché Barbara gli aveva chiuso la porta in faccia. Il nonno rassicurò i nipoti dicendo loro che col tempo ritorneranno come prima e nessuna li tratterà in quel modo. La pesca non era sempre buona, spesso il tempo era nuvoloso, andavano in mare anche se pioveva e quando ritornavano si mettevano davanti al focolare che accendeva la Longa. Quando ritornavano con tanta pesca e ci volevano più ceste correvano tutti in processione anche Nunziata. Il loro gioco era rischioso, una sera c’era un brutto tempo con molte nuvole e nebbia, non si vedeva nulla, il nonno, ‘Ntoni e Alessi non sapevano che fare. Ad un tratto arriva un’ondata che buttò la Provvidenza in aria. Il nonno disse a ‘Ntoni di ammainare la vela. Mentre la barca cavalcava le onde corsero a remare, ma la forza del mare era molto forte, e si affidavano a Dio. Ad un tratto la Provvidenza si schiantò sugli scogli e si era sentito un grido di qualcuno. Quando il vento si portò via la vela che copriva tutto i fratelli videro che il nonno giaceva a terra con la testa rotta, gli rizzarono i capelli e non sapevano che fare. Li videro le guardie della dogana e arrivarono con lanterne e corde per dare soccorso. I fratelli afferarono la corda e lasciarono il nonno lì perché credevano che fosse morto, poiché aveva la faccia sporca di sangue. Invece era vivo e quando si svegliò volle essere portato a Trezza su una scala. I Malavoglia quando lo videro arrivare gioirono nel vedere che era ancora vivo. Si radunò molta gente del paese a vedere cosa era successo e chiacchieravano sul fatto. Don Franco gli fece la fasciatura ma se non veniva la febbre se ne andava. Per due o tre giorni padron ‘Ntoni fu più la che di qua. Gli venne la febbre ma era troppo forte e aveva molta sete. Don Ciccio ogni mattina andava a medicare il ferito e non era molto contento. I familiari erano preoccupati e nessuno poteva dormire. Verso sera il nonno volle vederli tutti ad uno ad uno e domandò loro che gli aveva detto il medico. Tutti erano tristi ma il nonno si rivolse a ‘Ntoni che piangeva e gli disse che diventava lui il capofamiglia, dava agli altri consigli e gli diceva di rimanere tutti uniti, gli disse che per prima si doveva sposare Mena con un marinaio, poi disse a tutti che con i risparmi dovevano comprare la casa del Nespolo, e di non vendere la barca anche se è vecchia. Dopo disse che voleva chiamato il prete don Giammaria perché si doveva confessare. Egli venne a confessarlo, ma il medico disse che stava meglio e i Malavoglia lo considerarono un miracolo. I pettegolezzi vanno per Barbara la quale aveva messo gli occhi su don Michele ( e già aveva 23 anni) e c’erano scommesse in atto. Padron ‘Ntoni dovette far riportare la Provvidenza da mastro Zuppiddo, ‘Ntoni andava all’osteria e quando gli davano da bere cominciava a bestemmiare perché don Michele gli aveva rubato la ragazza. Don Michele negava e per un po’ di tempo non si fece vedere in giro e ce l’aveva con la Santuzza che metteva in giro certe voci. Massaro Filippo diceva di far pace con la Santuzza, ma egli non voleva. La Santuzza andava a confessarsi la domenica stavolta lo fece di lunedì e ci stette molto. Donna Rosalina sorella del vicario voleva sapere i suoi segreti ma il prete disse che c’era il sigillo della confessione. La Zuppidda quando seppe queste voci cominciò a bestemmiare e non voleva che la figlia avesse a che fare con quella gente lì. Per il paese girano molte chiacchiere sul conto della Zuppidda e di don Michele. Alcuni dicevano che certe voci le aveva messe in giro don Silvestro per guadagnare dodici tarì. Però siccome don Silvestro era molto amico di don Michele e le chiacchiere andavano in fumo. Un giorno donna Rosalina si andò a confessare in un'altra chiesa e incontrò don Silvestro e cominciarono a parlarsi male, poiché ella aveva rubato quaranta onze al fratello e li aveva dati a don Silvestro per metterli nella Banca a nome suo, solo che ora questa era fallita. Tutti sapevano che don Silvestro era un prepotente. Il nonno stava meglio, lo mettevano davanti alla porta dell’uscio e per passare il tempo osservava tutto quello che succedeva. Quando ricominciò a camminare lo portavano a sederlo nella riva, egli era felice di avere scampato la morte. Col tempo il nonno riuscì a camminare e si imbarcò nuovamente. I Malavoglia avevano rattoppato di nuovo la Provvidenza. Padron ‘Ntoni ogni volta che vedeva zio Crocifisso gli diceva che avrebbero potuto pagare il debito e volevano ritornata la casa. Zio Crocifisso gli propose di far sposare Mena con Alfio Mosca, arriva Piedipapera e dice di aver visto la Vespa con Brasi che facevano progetti di fuga. Mena non si era messa il fazzoletto nero quando Brasi l’aveva piantata, anzi era felice. Ora veniva il periodo più bello per tutto il paese perché c’era da guadagnare per tutti. I rigattieri cercavano i Malavoglia per comprare le acciughe, ma questi diceva di tenere duro perché li voleva vendere a un prezzo più alto. Tutti guadagnavano e ormai mancavano pochi denari. Mentre tutti in paese lavoravano chi è colto e non fa niente critica gli altri perché non amano il cambiamento, poiché don Giammaria disse che il cambiamento portava a nuovi ladri come loro. E parlano di Brasi il quale per non farsi pescare dal padre dorme in chiesa nel pollaio. ‘Ntoni che lavora tutto il giorno e quando può va nell’osteria, come fa Rocco Spatu. Dopo un po’ la discussione si ruppe. Tutti sapevano che donna Rosolina aveva rubato le 25 onze a don Giammara ma nessuno andava a dirglielo.


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