Parafrasi: In Morte del Fratello Giovanni, Foscolo


di Ugo Foscolo
Parafrasi:

Il poeta spera che forse un giorno, se il destino non lo costringerà a fuggire da un luogo all'altro, potrà andare a sedersi sulla pietra che copre il sepolcro del fratello a piangerne la giovinezza stroncata nel fior degli anni.
Ora solo la madre, stanca e invecchiata dal dolore, parla del figlio lontano alle spoglie dell'estinto, ma non può trovare conforto (cenere muto).
Ma neppure Ugo può consolare il suo dolore e invano protende verso i suoi cari le braccia in un gesto affettuoso e disperato: egli infatti sente che il suo desiderio resterà inappagato e vana la speranza di ritornare a Venezia. E allorché saluta da lontano la sua casa, sente che gli dei gli sono ostili e prova la stessa angoscia e i trepidi affanni che resero dolorosa l'esistenza del fratello. Eccolo perciò invocare anche lui quella pace che solo il sepolcro può dare. Questo gli resta dopo tante delusioni patite!
Si rivolge quindi alle genti straniere, fra le quali è costretto ad andare ramingo, affinché, quando sarà morto, restituiscano le sue ossa alla madre mesta.

Parafrasi 2
Forse un giorno, quando cesserò di peregrinare per le varie parti d'Italia anch'io potrò recarmi sulla tua tomba, o fratello mio, piangendo la tua giovinezza stroncata immaturamente come un fragile e delicato fiore. Soltanto la madre a cui non resta ormai che trascinare la sua stanca vecchiaia, parla di me con te, ma ormai essendo morto non puoi dare risposta, ma io invano tendo le braccia verso di voi e solo da lontano posso salutare la mia patria. Sento che il destino mi è avverso e avverto gli stessi intimi affanni che hanno tormentato il tuo animo e desidero anch'io trovare pace nel luogo dove l'hai trovata tu, cioè nella morte. Questo mi resta delle molte grandi speranze della giovinezza. Stranieri gente, rendete almeno le mie ossa al petto della madre triste.

Parafrasi lessicale
DI GENTE IN GENTE: di popolo in popolo, di nazione in nazione.
SEDUTO SULLA TUA PIETRA: secondo un antico rito tipico del mondo classico, i parenti andavano a sedersi sulla tomba (pietra) dei loro morti ad accendere all'estinto le loro pene.
IL FIOR DE' TUOI GENTILI ANNI CADUTO: la tua giovinezza stroncata immaturalmente; fior...anni sta per giovinezza: è una metafora.
DI TARDO TRAENDO: la madre del poeta, invecchiata soprattutto dal dolore,
DELUSE A VOI LE PALME TENDO: tendo verso di voi le palme in un gesto senza conforto.
DA LUNGE: da lontano
I MIEI TETTI: la mia patria, la mia casa. L'espressione i miei tetti indica una parte della casa di Venezia: è una sineddoche.
SECRETE CURE: tormenti interiori, affanni interni, ansie, pene, assilli.
FURON TEMPESTA: sconvolsero la tua vita come la tempesta sconvolge la furia il mare.
PREGO ANCH'IO NEL TUO PORTO QUIETE: prego anch'io di trovar la pace, come te, nella morte che sola può dar quiete al tumulto delle passioni interne. Il porto a cui anela il poeta è la pace nel sepolcro, il punto d'arrivo della vita: porto è una metafora.

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