Montale: Avevamo studiato per l’aldilà



Testo:
Avevamo studiato per l'aldilà
un fischio, un segno di riconoscimento.
Mi provo a modularlo nella speranza
che tutti siamo già morti senza saperlo.

Analisi del testo
Anno:1965
Temi: il rimpianto per la moglie scomparsa – un tentativo di comunicazione tra vivi e defunti – l’inesplicabile mistero dell’aldilà

Leggiamo il quarto componimento della prima serie degli Xenia (il termine, dal greco, significa “doni” fatti agli ospiti) E’ come gli altri, dedicato al ricordo e al difficile colloquio con la moglie “Mosca” (Drusilla Tanzi), da poco scomparsa: a questa ospite, che torna a visitarlo, nel ricordo, il poeta offre il dono, solo apparentemente minimo, della sua poesia. Gli Xenia erano usciti parzialmente in tre edizioni private (1966-1968-1970); vennero poi ripresi in Satura, dove compongono le due sezioni iniziali del libro (ciascuna di esse formata da quattordici testi)

Schema Metrico: Versi liberi, con una fitta trama di rime, specie interne (avevamo/siamo; aldilà/già) e assonanze (modularlo/saperlo).


Commento
Il poeta rievoca una specie di scherzo concordato assieme alla moglie: i due avevano immaginato di poter comunicare anche dopo la morte per mezzo di qualche segnale particolare. Adesso dopo la scomparsa della Mosca, il poeta effettivamente dice: provo a modularlo.
Questo tentativo è innanzitutto un sintomo di rimpianto per la moglie morta. Ma la poesia non si ferma qui e fornisce una spiegazione per il gesto di Montale, un’implicazione più profonda, ovvero la speranza (espressa con ironia) che tutti siamo già morti senza saperlo. Si esprime qui la prospettiva del rovescio, tipica dell’ultima stagione della poetica di Montale.
L’ironia del poeta dà adito a due possibili ipotesi:
- egli forse, vuole dirci che non c’è alcun aldilà, alcuna possibilità effettiva di rincontrare la moglie.
- o forse pensa che aldilà e aldiqua sono termini intercambiabili e che il mistero coinvolge non solo la vita oltre la morte, ma innanzitutto questa vita, della quale non sappiamo nulla.


2 commenti :

  1. mi spiegate cortesemente le assonanze di questa poesia?
    grazie

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    Risposte
    1. Tra le figure retoriche esistenti sono presenti l'assonanza di modularlo e saperlo (hanno in comune rlo).
      Specie di rima imperfetta, è la ripetizione, a partire dalla vocale accentata, di vocali identici tipo (es. bèllo assonanza mèrlo).

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