Inferno Canto 33 - Riassunto


Appunto di letteratura italiana contenente il riassunto del trentatreesimo canto (canto XXXIII) dell'Inferno dantesco.
Gustave Doré: ... "Padre mio, ché non m'aiuti?" Quivi morì. ...

Tempo: sabato 9 aprile 1300, alle ore sei pomeridiane circa.

Luogo: cerchio 9° - zona 2a e 3a: Antenora e Tolomea: traditori della patria e traditori degli ospiti. Il fondo dell'Inferno è un lago ghiacciato, alimentato dal fiume Cocito; qui sono confitti i traditori.

Personaggi: Virgilio, Dante, Ugolino della Gherardesca (Antenora), Frate Alberigo (Tolomea), Ruggieri degli Ubaldini (Antenora), Branca Doria (Tolomea)

Traditori: Nell'Antenora, i traditori della patria e del proprio partito stanno immersi nel ghiaccio verticalmente e ne emergono soltanto con il capo che tengono rivolto in giù. Nella Tolomea, i traditori degli ospiti e degli amici fiduciosi sono confitti in posizione supina; in tal modo, le lacrime ristagnano e formano un indurimento immediato, che impedisce l'uscita della altre lacrime, le quali, non trovando sbocco, si riversano all'interno e aggravano il dolore.



Sintesi

Il racconto di Ugolino della Gherardesca
Dopo aver allontanato la bocca dal pasto bestiale, il dannato si accinge a raccontare la sua fine. Sa che la narrazione gli procurerà molto dolore, ma è certo che la sua sofferenza sarà compensata dall'infamia procurata al traditore di cui sta rodendo il cranio. Si tratta del conte Ugolino della Gherardesca, il quale, per gli intrighi dell'arcivescovo Ruggieri, ora sua vittima, fu rinchiuso nella torre dei Gualandi, in Pisa, con due figli e due giovani nipoti.


La morte del conte e dei suoi ragazzi
Vi rimase prigioniero alcuni mesi e poi fu condannato a morirvi per fame. La disperazione di dover assistere alla tragica fine dei suoi ragazzi lo impietrì dal dolore. Il triste evento si consumò tra il quarto e il sesto giorno; all'ottavo anch'egli morì. Dante allora prorompe in un'invettiva contro Pisa, che si macchiò di un delitto così feroce.


Nella Tolomea: fra i traditori degli ospiti
Con Virgilio giunge intanto nella Tolomea, dove sono puniti i traditori degli ospiti. Questi, supini e fasciati dal ghiaccio, sono impediti dal piangere perché le lacrime diventano vere e proprie bende ghiacciate. Uno di loro chiede a Dante di liberargli gli occhi dal ghiaccio per consentirgli di piangere un poco. Il poeta promette il suo aiuto, purché il dannato gli dica il suo nome.


Alberigo Manfredi e Branca Doria
Si tratta di frate Alberigo Manfredi, protagonista di una spietata vendetta consumata durante un banchetto. Egli rivela che le anime dei dannati giungono nella Tolomea appena si macchiano di omicidio. Nel frattempo il loro corpo, posseduto da un demonio, continua a vivere sulla terra, come è accaduto al genovese Branca Doria, l'anima del quale giace da parecchio tempo nel gelo della Tolomea, nonostante il suo corpo sia ancora in vita. Dante allora inveisce contro i genovesi, gente aliena da ogni buona costumanza e piena di vizi.


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