Paradiso canto 27 - Riassunto


Appunto di letteratura italiana contenente il riassunto del ventisettesimo canto (canto XXVII) del Paradiso dantesco.
Il Paradiso visto da Gustave Doré

Tempo: 13 aprile 1300, mercoledì dopo Pasqua

Luogo:
CIELO OTTAVO: STELLE FISSE

CIELO NONO: PRIMO MOBILE O CRISTALLINO
È l’ultimo e più ampio dei nove cieli fisici, assolutamente trasparente (Cristallino). Tutte le sue parti sono perfettamente uniformi e ricche di quella virtù sublime, unica e indistinta, che qui discende direttamente da Dio per poi differenziarsi nei cieli inferiori sotto forma di influenze celesti. Immediatamente adiacente all’Empireo, dove Dio è presente nella propria essenza, il Primo Mobile per il desiderio di unirsi a Lui gira con la massima velocità, originando così il movimento di tutti gli altri cieli e quindi la vita dell’universo.

Intelligenze motrici:
Cherubini (cielo ottavo)
Serafini (cielo nono)

Personaggi: Beatrice, Dante, S. Pietro, S. Giacomo, S. Giovanni, Adamo

Spiriti beati:
Spiriti trionfanti (Cielo delle Stelle Fisse)
Si uniscono a formare dei cerchi che danzano e girano intorno al loro centro, con velocità diverse a seconda del grado di beatitudine. In questo canto i beati cambiano la loro luce in rosso cupo, intonato all’atmosfera evocata dall’invettiva di S. Pietro; poi ascendono all’Empireo come fiocchi di neve.

Cori angelici (Primo Mobile o Cristallino)
Le nove gerarchie di angeli si presentano come nove cerchi di fuoco concentrici che ruotano, con diversa velocità e ardore, intorno a un punto centrale di luce intensissima, in cui è rappresentato Dio. I nove ordini angelici sono, dal più esterno: Angeli, Arcangeli, Principati, Potestà, Virtù, Dominazioni, Troni, Cherubini, Serafini.



Sintesi

Invettiva di San Pietro
I beati cantano Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo e Dante si sente estasiato mentre i quattro spiriti luminosi splendono davanti ai suoi occhi. Improvvisamente, la luce di San Pietro comincia a rosseggiare, poi si rivolge al poeta, anticipandogli che man mano che parlerà diventeranno rossi anche gli altri spiriti, in segno di indignazione. Il santo afferma che il papa Bonifacio VIII ha trasformato Roma in una cloaca. Con voce alterata, denuncia che la Chiesa ha perso l'antica funzione evangelica ed è divenuta strumento di potere, fonte di privilegi, di divisione e di lotta tra i fedeli, poiché gli ecclesiastici sono diventati rapaci. Perciò San Pietro chiede a Dante di dire, quando tornerà sulla terra, ciò che da lui ha udito.


Ascesa al nono Cielo o Primo Mobile
Beatrice, quindi, invita il poeta a guardare in basso verso la terra ed egli si accorge di essersi spostato a tal punto da poter vedere dall'Atlantico fino alle coste orientali del Mediterraneo. Volge infine lo sguardo sul ridente volto di Beatrice e viene spinto nel Cielo nono, dove ha le sue radici il principio animatore del mondo, che tiene immobile la Terra e fa muovere di moto circolare tutti gli altri Cieli. Il Primo Mobile, contenuto nell'Empireo, comprende tutti gli altri Cieli. Da cui si genera il tempo, che traduce nei Cieli sottostanti le sue manifestazioni visibili.


Invettiva contro la cupidigia umana
Biasimando la cupidigia, che rende gli uomini incapaci di portare a compimento i loro buoni propositi a mano a mano che si allontanano dalla fanciullezza, Beatrice conclude affermando che presto i Cieli irradieranno sulla terra tali influssi, che un evento da lungo tempo atteso capovolgerà la rotta del cammino umano, indirizzando l'umanità verso la meta.


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