Inferno Canto 12 - Riassunto


Appunto di letteratura italiana contenente il riassunto del dodicesimo canto (canto XII) dell'Inferno dantesco.
I centauri scorgono i due estranei, illustrazione di Gustave Doré

Tempo: sabato 9 aprile 1300, le quattro del mattino.

Luogo: cerchio 7°, girone 1°: violenti contro il prossimo (tiranni, omicidi, guastatori, predoni). Dante e Virgilio, attraverso una frana provocata dalla discesa di Cristo all'Inferno dopo la morte, giungono in un’ampia fossa che circonda tutto il piano ed è costituita da Flegetonte, fiume di sangue bollente in cui sono immersi i dannati

Personaggi: Virgilio, Dante, Chirone, Nesso, Minotauro, centauri, Alessandro Magno, Dionigi di Siracusa, Ezzelino da Romano, Obizzo d’Este, Guido di Montfort, Attila, Pirro, Sesto Pompeo, Rinieri da Corneto, Rinieri de’ Pazzi.

Violenti contro il prossimo: Sono immersi nel Flegetonte; sulla riva i centauri saettano quelli che tentano di uscire dal sangue più di quanto la loro pena non contenta.



Sintesi

Il Minotauro
Attraverso un dirupo molto scosceso, Date e Virgilio giungono nel settimo cerchio, a guardia del quale si trova il Minotauro. Alla vista dei due poeti, il mostro, incapace di rivolgere la sua ira contro di loro, si sfoga mordendo se stesso. Interviene Virgilio, il quale gli ribadisce che Dante è giunto in quel luogo per volontà divina.


L'ingresso al settimo cerchio attraverso la frana
Il Minotauro inizia, per la rabbia, a saltellare qua e là, e i due poeti ne approfittano per scendere attraverso una frana che non esisteva all'epoca della prima discesa di Virgilio nell'Inferno, quando il poeta latino fu evocato dalla maga Eritone. La frana, infatti, è stata provocata da un terremoto verificatosi dopo la morte di Cristo sulla croce.


Il fiume Flegetonte e i centauri
Dante e Virgilio giungono nei pressi del Flegetonte, il fiume di sangue bollente custodito dai Centauri, nel quale scontano le loro pene i violenti contro il prossimo, i tiranni, gli omicidi e i rapinatori. Vedendo i due poeti, Nesso, il centauro ucciso da Ercole per avergli rapito la moglie Deianira, li minaccia con l'arco e intima loro di dire a quale pena siano destinati.


Il centauro Chirone
Virgilio risponde che desidera parlare con Chirone, maestro di Achille, al quale rende noto che Dante compie il viaggio per volontà divina. I due poeti ottengono così, per ordine di Chirone, di essere portati in groppa da Nesso, attraverso un guado, al di là del Flegetonte.


I dannati nel sangue ribollente
Durante il percorso, Nesso indica a Dante alcuni dannati, tra i quali Ezzelino da Romano, Guido di Monfort, Attila, re degli Unni, Pirro e Sesto Pompeo. Dopo che i due poeti hanno attraversato il guado, Nesso torna sull'altra riva senza accennare alla salita/discesa di Dante dalla groppa.


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