Paradiso canto 11 - Riassunto


Appunto di letteratura italiana contenente il riassunto dell'undicesimo canto (canto XI) del Paradiso dantesco.
Dante fra gli Spiriti Sapienti


Tempo: 13 aprile 1300, mercoledì dopo Pasqua

Luogo:
CIELO QUARTO: SOLE
Si presenta come una sfera che riluce in modo particolare per l’astro che in essa ha sede, ed è costellata di splendori ancora più ardenti costituiti dalle anime beate.

Intelligenze motrici: Potestà

Personaggi: Beatrice, Dante, Tommaso d’Aquino, S. Francesco

Spiriti beati: Spiriti sapienti
Si presentano come splendori eccezionalmente ardenti che costellano il cielo. Dodici di queste luci si dispongono a cerchio intorno a Dante e Beatrice, danzando e cantando in modo sublime.



Sintesi

Il distacco dai beni terreni
Dante condanna l'eccessiva preoccupazione degli uomini per i beni terreni e disapprova coloro che, per conseguirli, utilizzano la giurisprudenza, la medicina e le cariche ecclesiastiche. Egli è felice di trovarsi nel Paradiso con Beatrice, libero da ogni pensiero di questo tipo. Nel frattempo i dodici spiriti sono tornati al proprio posto e Tommaso d'Aquino dichiara al poeta di essere pronto a sciogliere ogni suo dubbio. Afferma che la Provvidenza volle San Francesco e San Domenico come guide eterne della Chiesa.


Francesco e Povertà
Il primo, esempio di serafico ardore, e il secondo, emblema di cherubica sapienza, mirarono alla grandezza spirituale della Chiesa. San Tommaso, quindi, convinto che parlare dei pregi dell'uno significhi riconoscere anche quelli dell'altro, racconta di San Francesco che, nato ad Assisi, "sposò", contro il volere del padre, la povertà. L'atteggiamento di Francesco, di distacco dai beni terreni, spinse altri a seguirlo, fino a costituire un nuovo ordine religioso, la cui regola ebbe poi il suggello scritto da Onorio III. Predicò presso i maomettani il Vangelo, ma, prendendo atto della difficoltà a convertirli, tornò in Italia, dove ricevette da Cristo le stimmate. Morì raccomandando ai frati di amare fedelmente la povertà.


Invettiva contro i domenicani corrotti
Tommaso passa, quindi, a parlare di San Domenico, fondatore dell'omonimo ordine, al quale egli appartenne, dicendo che ormai la sua regola viene disattesa da più parti. Tommaso d'Aquino conclude esortando Dante a considerare quanto gli ha detto, perché presto assisterà all'inizio della corruzione dell'ordine domenicano, comprendendo così il significato dell'espressione U' ben s'impingua, se non si vaneggia (Là dove si cresce molto se non ci si allontana dalla retta via).


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