Il rapporto di Odisseo con Penelope e Nausicaa
     


Il rapporto di Odisseo con Penelope e Nausicaa


Illustriamo sinteticamente il ruolo di Nausicaa e Penelope in rapporto a Odisseo.

Francesco Primaticcio, Ulisse e Penelope, 1560 circa, Museum of Art di Toledo 1 of 2


Odisseo e Penelope

Nell’Odissea la controparte del protagonista non si trova in una condizione d’opposizione, bensì di complementarità. È infatti Penelope che rappresenta il polo statico, verso cui tende la dinamica dell’azione di Odisseo. Essa vive con il pensiero e la speranza rivolti allo sposo assente, e gli è incrollabilmente fedele; e partecipe della sua astuzia dal momento che per rinviare la risposta alle pretese dei Proci, escogita l’inganno della tela tessuta di giorno e disfatta di notte. La tensione di Odisseo verso di lei è all’apparenza più problematica. È pur vero che la sua nostalgia incessabilmente corre alla moglie: ma a questo rapporto d’integrazione ne risponde un altro che sembra di distanziamento.



La rinuncia all'immortalità

Nelle sue peripezie infatti Odisseo conosce l’amore di altre creature femminili; e tuttavia queste non sono mortali, bensì di natura divina.
Egli dunque viola il patto di fedeltà; ma per riaffermarlo più saldamente, nell’atto in cui rinuncia all’immortalità che gli viene promessa, per riprendere il suo cammino verso casa. Presso di loro egli non pensa che a Penelope: la maga Circe e la solitaria, malinconica Calipso hanno la funzione di ritardare (e comunque pure di agevolare, perché lo salvano e lo aiutano) il suo ricongiungimento alla sposa; alla fine rinuncia a loro che sono immortali e gli preferisce la donna mortale.



Odisseo e Nausicaa

Un’altra donna compare nella storia di Odisseo, ancora agli albori della vita. È Nausicaa, lieta dei suoi giochi fanciulleschi e però già teneramente ansiosa del proprio avvenire: e nell’atto di immaginare il futuro sposo, essa svela un inconscio sospiro d’amore per il maturo eroe gravido di sventure. Nausicaa è il primo sorriso dopo tanti dolori per Odisseo, ed è il presagio della loro fine; al tempo stesso, attratta dalla straordinaria personalità dello straniero errante, essa offre un indizio indiretto della ragione per cui Penelope gli serba fedeltà pur fra tanti travagli.
È questo il significato di Nausicaa nell’economia generale del poema; ed esso coesiste armonicamente con il meraviglioso fascino dell’episodio quando lo si consideri nella sua autonoma dimensione, che si afferma soprattutto nella vivida raffigurazione dei freschi palpiti della giovane.



La vita comune nell'Odissea

Siamo qui ai margini dello spirito epico propriamente inteso, che si esprime in una tematica intrisa di aspri cimenti e di drastiche passioni, gli uni e le altre indirizzati da un sistema di valori generalmente riconosciuti, mentre nell’incontro con Nausicaa all’ideologia eroica subentra una più palpitante e puntuale attenzione ai sentimenti della vita quotidiana. Si tratta peraltro di una tendenza che si manifesta pure in altri sviluppi dell’Odissea, più attenta ai tratti individuali e alla realtà dell’esistenza comune, quanto più estesa è la gamma dei tipi sociali richiesta dal tema dell’opera, dove figurano gente di città e dei campi, pastori e servi, oziosi signori e ancelle dissolute. D'altronde lo stesso Odisseo è mosso da un sentimento personale, che caso per caso può suggerire e legittimare comportamenti estremamente articolati, piuttosto che da uno schema di principi assolutamente normativi e accettati in blocco.



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