Eneide Libro 3 - Riassunto
     


Eneide Libro 3 - Riassunto


Riassunto del libro III (terzo) dell'Eneide.

Enea e i suoi compagni combattono le Arpie (François Perrier, 1646 - 1647, Parigi, Louvre)

Il libro è dedicato alla narrazione del lungo peregrinare di Enea e dei suoi compagni dopo la fuga da Troia. Costruita una flotta con il legname del monte Ida, giunta ormai l'estate, i superstiti partono guidati da Enea che porta con se il figlio, il padre e gli dei Penati.

Dopo qualche tempo sbarcano in Tracia, dove fondano le prime mura, fiduciosi del fatto che un tempo quella terra era amica ai Troiani. Tuttavia, quando Enea strappa rami da un cespuglio per ornare un altare, gli appare un orrendo prodigio: i rami spiccati grondano sangue e si sente una voce: è quella di Polidoro, figlio di Priamo, che mandato dal padre con molti doni da Licurgo, re di Tracia, perché scampasse alla rovina della città, è stato invece ucciso a tradimento. Enea desolato celebra a Polidoro un rito funebre e abbandona con i compagni la Tracia, per recarsi a Delo a consultare l'oracolo. Questo prescrive ai Troiani di cercare l'antica madre, cioè la terra che per prima generò la stirpe troiana (vv. 94-96).

Anchise pensa che l'oracolo alluda a Creta, dove rapidamente si dirigono, sapendo che una parte della terra è priva di un re. Giunti lì, nuovamente gli esuli innalzano mura, ma una pestilenza e una carestia sono la prova della disapprovazione degli dei e quindi Enea e i compagni sono costretti a ripartire. Ritornati a Delo, gli dei Penati, apparendogli in sogno, danno un nuovo oracolo a Enea e gli ordinano di continuare il viaggio, finché giungerà in Esperia (il nome greco dell'Italia) (vv. 163-171).

Quindi essi ripartono, ma, costretti da una tempesta, sbarcano alle Strofadi, sede delle Arpie, mostri alati dal volto di una donna; qui gli esuli vedono pascolare grassi buoi e li ammazzano per sfamarsi, senza trascurare un'offerta a Giove. Nonostante questa cautela essi offendono le Arpie, a cui i buoi erano sacri: Enea e compagni devono lottare contro un assalto di questi mostri, senza riuscire a respingerlo. Celeno, una di esse, pronuncia una funesta profezia: i Troiani giungeranno in Italia, ma non riusciranno a cingere di mura la loro città prima che l'orrenda fame li costringa a divorare le mense, per punizione dell'offesa arrecata alle Arpie.

Costernati, i Troiani, guidati nel sacrificio da Anchise, invocano gli dei di liberarli da quell'infausto presagio. Ripartiti precipitosamente, si dirigono ad Azio, in Epiro, dove si fermano e celebrano i giochi; quindi a Brutoto, dove vengono a sapere che Eleno, figlio di Priamo, sposata Andromaca, vedova di Ettore, regna sui Greci del luogo.
Infatti, la donna rimasta vedova anche di Pirro, è potuta tornare sposa a un Troiano; Andromaca ed Eleno hanno ricostruito insieme una città a immagine di Troia e accolgono felici i superstiti. 

Andromaca, stupita di rivedere Enea, narra la sua triste storia. In seguito Eleno spiega a Enea che il volere divino gli ha destinato di solcare il mare, ma prima di giungere in Italia, che egli crede vicina, dovrà ancora vagare molto, finché, dopo aver visitato l'Averno, approderà alla terra cercata: quando vedrà una scrofa con trenta maiali, lì fonderà la città.

Eleno consiglia poi Enea di cercare di ingraziarsi Giunone e di fermarsi a Cuma dove interrogherà
la Sibilla; inoltre dovrà stare lontano dalle coste di fronte all'Epiro, dove regnano i Greci e dirigersi invece verso la Sicilia. Quindi gli esuli partono, salutati con affetto da Eleno e Andromaca, che colma di doni gli amici e Ascanio, in cui vede il piccolo sventurato Astianatte.

Partiti di lì, giungono sulla costa della Sicilia, dopo aver evitato Scilla e Cariddi: approdati nel porto ai piedi dell'Etna incontrano un greco, Achemenide, e compagno di Ulisse, da quest'ultimo abbandonato nella precipitosa fuga dalla terra dei Ciclopi. Egli li esorta a tenersi lontano dai Ciclopi, ed essi, prestandogli fede, lo accolgono e riprendono il mare, mentre l'ospite illustra loro i luoghi che costeggiano.

Dopo aver circumnavigato la Sicilia, gli esuli approdano a Drepano, dove Anchise, stremato dalle fatiche muore. Enea conclude così il suo racconto; partiti di lì, sono infine approdati a Cartagine.


CONTINUA SU: Riassunto Libro 4 Eneide



Nessun commento :

Scrivi un commento

I commenti dovranno prima essere approvati da un amministratore. Verranno pubblicati solo quelli utili a tutti e attinenti al contenuto della pagina. Per commentare utilizzate un account Google/Gmail, altrimenti la modalità "anonimo".