Riassunto: L'Etiopia
     


Riassunto: L'Etiopia


L'Etiopia, ufficialmente denominata Repubblica federale democratica dell'Etiopia, è un paese situato nel Corno d'Africa. Storicamente l'Etiopia è nota anche come Abissinia. Confina a nord con l'Eritrea, a nord-est con Gibuti, ad est con la Somalia, ad ovest con il Sudan e il Sud Sudan e a sud con il Kenya. La secessione dell'Eritrea, nel 1993, ha privato il paese dello sbocco sul Mar Rosso.



È suddivisa in 11 regioni:
  1. Addis Abeba
  2. Afar
  3. Amhara
  4. Benishangul-Gumaz
  5. Dire Dawa
  6. Gambela
  7. Harar
  8. Oromia
  9. Somali
  10. Nazioni, Nazionalità e Popoli del Sud
  11. Tigrè


Cenni di storia

Attorno al 970 la regina Gudit (Detta Mishkinzana VII) perseguitò i cristiani che si trovavano in Etiopia ed aiutò a far crollare il Regno di Axum. Sebbene sia presentata dalle cronache etiopi come ebrea alcuni studiosi moderni hanno qualche dubbio a riguardo, suggerendo che potrebbe essere stata una pagana. All'inizio del basso medioevo nasce il regno di Etiopia, unico baluardo cristiano in Africa.
La fine del XIX secolo è segnata dall'inizio della colonizzazione europea del continente africano. Nel 1870 il porto di Assab, presso l'entrata meridionale del Mar Rosso, è comprato da una compagnia italiana come cessione di un sultano locale. Questo evento pone le basi per la fondazione di una colonia italiana in Eritrea. L'espansione della colonia verso l'interno porta ad un conflitto con l'impero etiope, governato dal negus Menelik II, ed alla battaglia di Adua del 1896, quando l'esercito abissino sconfigge la giovane potenza coloniale e l'Etiopia riesce a rimanere indipendente. L'Italia e l'Etiopia firmano il trattato di Uccialli che sancisce le relazioni fra i due paesi fino all'inizio della nuova espansione coloniale italiana verso l'Etiopia.

Con l'apertura del canale di Suez aumenta l'interesse europeo per il Paese. Il 3 ottobre 1936 l'Italia attacca, senza dichiarazione di guerra, l'impero etiope. Gli italiani, agli ordini del generale Pietro Badoglio, riescono a sconfiggere la resistenza degli etiopi e a spingersi fino alla capitale Addis Abeba, nella quale entrano il 5 maggio 1936. L'Etiopia viene annessa all'impero dell'Africa Orientale Italiana. L'Italia, per questo atto di invasione subì l'embargo da parte della Società delle Nazioni.

L'Etiopia viene liberata dagli inglesi nel 1941 e l'Imperatore Haile Selassie I torna al potere fino al 1974. Nel 1974 una giunta militare, il Derg, depone l'Imperatore Haile Selassie I (in carica dal 1930, salvo la parentesi dell'occupazione italiana) e crea un regime socialista, con a capo, dopo una graduale e spietata eliminazione dei concorrenti, Mengistu Haile Mariam. Nel biennio 1984-1985 il paese viene colpito da una carestia di vastissime proporzioni che porta alla morte di 8 milioni di persone. Stremato da golpe sanguinosi, rivolte, siccità su larga scala, dal problema dei rifugiati ed infine dalla ritirata dei protettori sovietici, il regime sanguinario viene in ultimo deposto da una coalizione di forze ribelli, il FRDPE nel 1991. Nel 1994 viene eletta un'Assemblea Costituente e le prime elezioni multipartitiche si tengono nel 1995. La guerra di confine combattuta contro l'Eritrea nel maggio 1998 ha rafforzato la coalizione al potere, ma ha fortemente indebolito l'economia del paese.



Territorio

Gran parte dell'Etiopia si trova nel Corno d'Africa, che è la parte più orientale del continente africano. Nell'Etiopia si trova un insieme disordinato di montagne (Acrocoro Etiopico) disconnessi altopiani divisi dalla Rift Valley, che percorre la parte sud-orientale e nord-orientale del paese ed è circondata da bassopiani, steppe e semi-deserto. La grande diversità del territorio (si passa dal deserto alle foreste tropicali) determina una grande varietà di climi, terreni, vegetazione naturale e di aree abitate.

Qui vivono moltissime specie di animali, in particolare grossi animali come elefanti, leopardi, leoni, rinoceronti, ma anche scimmie e uccelli come falchi ed avvoltoi.

Monti
Grandi canyon, penetrati dai fiumi nel periodo delle piogge, sono racchiusi dalle ambe, tipici monti etiopici fatti da pendii che pur con altezze medie tra i 2000 e i 2500 metri sono prive di cime irte, ma hanno delle sommità spianate.
Menzione particolare va fatta ai monti Semien, straordinari incroci di profonde gole e precipizi, lunghi pinnacoli di roccia frastagliata di paesaggi e panorami unici.

Laghi e fiumi
I principali laghi sono l'Abaya e il Tana; i principali fiumi sono il Giuba, l'Omo e il Nilo azzurro.

Clima
In Etiopia il clima varia in funzione dell'altitudine, passando dal torrido e arido delle terre più basse al fresco di alta quota. Le piogge sono determinate dal monsone di sud-ovest, che interessa il Paese da giugno a settembre, ma colpisce solo alcune aree, vale a dire l'altopiano e i versanti montuosi esposti a sud-ovest, mentre nella zona sud-orientale del Paese vi sono due periodi piovosi meno intensi, in genere marzo-maggio e ottobre-novembre, che in alcuni anni lasciano quelle aree a secco provocando siccità.



Popolazione

L'Etiopia ha una popolazione di 65.891.874 abitanti, con una densità di 58 persone per km quadrato, la speranza di vita è di 44,7 anni, una delle più basse al mondo. 
Il gruppo etnico più importante di tutte le popolazioni che vivono in Etiopia è quello abissino, che da secoli ha il primato politico e culturale. Esso è il più ricco di tradizioni, differenziate in alcuni aspetti da forme di vita e pensieri diversi.
Gli Abissini si dividono poi in tre diversi gruppi etnici, gli Amhara, gli Eritrei e gli Shoa.
Rappresentano il 40% dell'intera popolazione etiopica e occupano un'ampia area che si estende dall'Eritrea fino all'Etiopia centrale.
L'altro grande gruppo etnico è rappresentato da diverse razze che non hanno subito un diretto influsso semitico, che formano sia piccoli gruppi sparsi, sia gruppi estesi e compatti di pastori e agricoltori, come i Galla, i (Borana, Arussi, Gugi, ecc.), che da soli rappresentano un altro terzo dell'intera popolazione etiopica.
La gente vive per gran parte nei villaggi (si può dire che tutta l'Etiopia sia un Paese di villaggi), data la povertà degli sviluppi urbani; questi sono più o meno compatti, ma non mancano gli agglomerati più grossi che nell'area abissina sono dominati dalle chiese copte.
La continua ricerca di terre fertili e di nuovi pascoli hanno creato nel tempo un immenso mosaico di popoli, a volte formati da gruppi di poche centinaia di persone, si può dunque affermare che l'Etiopia è un incredibile mosaico di razze ed etnie, affascinante percorso tra le radici dell'uomo e la natura.

Lingua
La lingua ufficiale è l'amarico, quella più parlata è l'inglese. Nelle varie regioni dell'Etiopia vengono parlate altre lingue come Oromiffa, Tigrino e il Somalo.

Religione
Musulmani, ortodossi, animisti.

Forma di governo
Repubblica federale (composta da 9 stati)

Città
La capitale dell'Etiopia è Addis Abeba, un'altra città importante è Dire Dawa.



Economia

L'economia versa in condizioni gravissime; le guerre civili e le frequenti siccità hanno reso l'Etiopia uno dei paesi più poveri del mondo. L'agricoltura è praticata con metodi arretrati; sugli altopiani si coltivano il caffè per l'esportazione, ortaggi, legumi e frumento; nelle zone più umide si coltivano cotone e tabacco. L'allevamento del bestiame è abbastanza sviluppato, le risorse forestali sono scarse, la pesca non è abbondante e nel sottosuolo si trovano giacimenti di platino e oro. L'industria è limitata alla produzione tessile e alimentare.

Il turismo in Etiopia non è ancora sviluppato, e mancano ancora infrastrutture adeguate. Tuttavia il governo dell'Etiopia considera il turismo, per il futuro, come una delle fonti di entrate potenzialmente più importanti per il Paese. Il tentativo è di puntare su turisti a reddito medio-alto, che siano attratti dalla cultura locale, e dalle bellezze naturali. Nel 1998 hanno visitato l'Etiopia ca. 250.000 persone; tuttavia questo dato è parziale, la maggior parte di questi visitatori si reca in Etiopia di passaggio, o per affari.



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