Capitolo 15 de I Promessi Sposi - Analisi e Commento


Analisi e commento del quindicesimo capitolo de I Promessi Sposi di Alessandro Manzoni.


La Struttura

Il capitolo inizia collegandosi temporalmente con quello precedente dando un effetto di narrazione "continua". In questo capitolo l'attenzione del narratore è rivolta vero l'oste, almeno nella prima parte del racconto. In quella centrale e in quella finale prevale invece la figura di Renzo che, una volta sfuggito al notaio criminale riesce a fuggire da Milano.


I Personaggi

Ritorniamo nella prima sequenza narrativa. Renzo si avvia a prendere sonno. Il personaggio centrale è, come detto, l'oste. Possiamo comprendere meglio il carattere di questo personaggio attraverso tre scene. Vediamo quali:

Prima scena: l'oste parla a se stesso (soliloquio) e si può così vedere in realtà i suoi veri pensieri (Renzo turba la sua tranquillità);

Seconda scena: l'oste parla con la moglie e, in questo dialogo, viene bene messo in luce il suo principio, ovvero quello di difendere l'osteria attraverso il rispetto della legge;

Terza scena: un altro dialogo, questa volta con il notaio criminale al palazzo di giustizia. In questo colloquio domina la regola del "negare sempre e comunque".

Come si è potuto vedere il principio dell'oste è quindi quello di difendere e conservare l'osteria. Va quindi contro Renzo non perché ha qualcosa contro di lui, bensì perché l'atteggiamento del giovane potrebbe mettere nei guai la sua attività. L'oste non può quindi non denunciarlo: se non lo facesse andrebbe contro la legge e la legge contro di lui. Questo personaggio per certi versi potrebbe essere associato a don Abbondio: l'oste è infatti sempre concentrato sulla difesa dell'utile e del quieto vivere. In due parole: non vuole avere noie. Tale atteggiamento appare nel dialogo con il notaio criminale, in cui emerge, da parte dell'oste, un'abilità quasi avvocatesca nel difendere i propri interessi.

L'altro personaggio è il notaio criminale. Figura di poco rilievo, ma rappresenta il simbolo della falsa giustizia umana. Costruisce infatti su Renzo una vera e propria "montatura" facendolo sembrare un pericoloso delinquente.



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