Capitolo 14 de I Promessi Sposi - Analisi e Commento


Analisi e commento del quattordicesimo capitolo de I Promessi Sposi di Alessandro Manzoni.


La struttura

Si ricollega al capitolo 13 che si era chiuso sulle intenzioni di dimissioni del vicario. La parte centrale del capitolo è invece occupata dalla figura di Renzo che, da spettatore si prepara a diventare protagonista che si materializza in un discorso pubblico, e nel suo trasferimento all'osteria, accompagnato da un falso spadaio.


I personaggi e le tecniche narrative

Dopo due capitoli vissuti da spettatore, Renzo si scopre un abile oratore ed è capace di catturare l'attenzione della gente, il tutto attraverso la tecnica narrativa del discorso diretto che finisce per trasformarsi in monologo dal tono concitato.
Il giovane nel suo parlare condanna fortemente la violenza e l'ingiustizia con un linguaggio tipico di un paesano: semplice, ma al tempo stesso efficace e vivace. Egli inoltre esprime il suo modello di società, modello ottenibile attraverso delle riforme.
Dalla metà al termine del capitolo si passa però da un'ebbrezza ad un'altra (come viene simpaticamente fatto notare nel manual "Promessi Sposi a cura di V. Lazzarini e L.Rolla"), da quella della parola a quella del vino. A causa dell'alcool, Renzo viene scambiato per un rivoluzionario. A causa del suo essere "alticcio", Renzo pronuncia un secondo discorso che però non farà altro che creargli dei seri problemi. Un discorso confuso, che niente ha a vedere con quanto di razionale fatto vedere in precedenza. La causa di tutto ciò? I fumi del vino.



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