I' son sì magro che quasi traluco - Cecco Angiolieri


Cecco che era in contrasto col padre, ora accusa la madre e due bacchettoni che vengono sempre per casa, Ciampolino e Mino Zeppa di Tolomei: dice che lo spogliano d'ogni suo bene. E' il primo di tre sonetti sullo stesso argomento. Qui mostra se stesso magro, trasparente, senza parenti né amici; il travestimento è realistico, ma anche quando Cecco indossa i panni della vita non può fare a meno di restare nella parte, d'essere personaggio.


Testo:

I’ son sì magro, che quasi traluco,
de la persona, ma più de l’avere;
amico né parente ho, che vedere
mi voglia, sol per ch’or non vesto il luco;
e già del mi’ poco i’ me ne conduco,
ch’è viver di speranza ch’ho d’avere:
e di quel tempo avess’io de le pere,
ch’i mei non me terranno così bruco!
Esser ho ricco, e ’l modo saper parmi:
mia madre, Ciampolino e ’l Zeppa tanto
per me guadagnan, che non ho ch’a starmi.
Or mi rendessen del mi’ pur arquanto!
Ché tutti tre, en ben assottigliarmi,
son Padre e Figlio, con Spirito santo.


Parafrasi

Sono tanto magro da sembrare quasi trasparente; magro nella persona e più ancora nelle sostanze. Non ho né amici né parenti che abbiano piacere di vedermi, solo perché ora non indosso il lucco; e mi accontento di vivere di quel poco che ho, cioè della speranza di ereditare: potessi io allora avere almeno delle pere da mangiare, così i miei non mi terranno tanto spoglio!
Devo arricchire, e mi pare di conoscere il modo: mia madre, Ciampolino e lo Zeppa si danno tanto da fare a guadagnare per conto mio che non ho che da affidarmi a loro. Almeno mi rendessero qualcosa di quanto era mio! Perché tutti e tre insieme sono uniti nello spolparmi come Padre, Figliolo e Spirito Santo.


Commento

La madre, il finto amico Ciampolino e il fratello, Mino detto lo Zeppa sono un trio unito contro Meo (Meuccio de’ Tolomei) per portarlo alla miseria, quest'ultimo oltre a trovarsi in questa spiacevole situazione è stato anche abbandonato da tutti i suoi amici e conoscenti. Il tema principale è quello dell'isolamento causato dalla povertà ed è tipico della poesia comico-realistica, (e soprattutto di Cecco Angiolieri), che si incrocia con quello dell’accusa e di una feroce ostilità contro gli odiati parenti. La vivace immediatezza del sonetto è propria del genere “giocoso” contrapposto alle contemporanee finezze del Dolce stil novo; tuttavia non si può trascurare la realtà biografica dello sfortunato poeta.


Analisi del testo

E' un sonetto di 14 versi.

Note:
Lucco = mantello da cerimonia.



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